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  • Le Volvo saranno elettriche nel cuore e di idrogeno per la pelle con l’acciaio “verde”

    Le Volvo saranno tutte elettriche nel 2030 e saranno fatte di acciaio verde ad impronta nulla di CO2. La casa svedese sta infatti esplorando, come altre, tale possibilità insieme al produttore svedese SSAB, la società energetica Vattenfall e la società mineraria LKAB. Queste ultime 3 sono impegnate dal 2016 in HYBRIT.

    L’acciaio carbon neutral è HYBRIT

    HYBRIT sta (HYdrogen BReakthrough Ironmaking Technology), progetto che mira a realizzare un ciclo di produzione dell’acciaio completamente libero da CO2. L’obiettivo è arrivare nel 2026 al primo impianto di produzione di acciaio a impronta zero e allargare tale tecnologia e tutti gli impianti SSAB entro il 2045.

    Volvo HYBRIT

    Volvo si è prenotata per essere il primo costruttore ad utilizzare tale acciaio che, per essere “verde”, utilizza l’idrogeno, in un duplice modo. Il primo è come agente riducente all’interno degli altoforni al posto di carbon e coke che incidono sul 90% delle emissioni di CO2 per la fabbricazione dell’acciaio.

    Il primo stabilimento pilota entro l’anno

    Con l’idrogeno invece il prodotto di scarico è acqua. Il secondo modo è utilizzare altoforni ad arco elettrico al posto di quelli alimentati a combustibile fossile. L’elettricità utilizzata sarebbe prodotta attraverso l’idrogeno come vettore energetico, a sua volta prodotto per idrolisi attraverso energie rinnovabili.

    La SSAB (7,5 miliardi di euro di fatturato nel 2019) sta allestendo il primo stabilimento pilota a Luleå. Se la tecnologia sarà validata, il primo impianto ad essere convertito sarà quello di Oxelösund. La produzione dell’acciaio è responsabile del 7% dell’impronta globale di CO2 e del 10% in Svezia.

    Acciaio pulito, i vantaggi

    SSAB afferma che l’acciaio “verde” ha la stessa qualità di quello “nero” e che il costo è attualmente del 20-30% superiore. Ci sono però due fattori. La diminuzione del prezzo delle energie rinnovabili e l’aumento del costo delle emissioni di CO2. Entrambi sono legati all’aumento dei crediti di carbonio.

    Volvo HYBRIT

    Per la casa automobilistica il vantaggio fondamentale è ripulire un segmento fondamentale della propria catena del valore. Se si pensa che la scocca di un’auto di medie dimensioni utilizza 250-300 kg di acciaio e nel 2019 sono state prodotte oltre 92 milioni di automobili, si comprendono le conseguenze di tale cambiamento.

    L’effetto sistemico

    Secondo Volvo, l’acciaio pesa per ben il 35% sull’impronta di CO2 di ogni singola vettura dotata di motore a combustione interna. Tale impatto scende al 20% per auto elettriche. Questo accade perché c’è meno metallo e perché entrano in gioco altri materiali, in special modo le terre rare per batterie e motori elettrici.

    Volvo HYBRIT

    Secondo Worldsteel, ogni tonnellata di acciaio implica l’emissione di 2,21 tonnellate di CO2. È utilizzato da molti tipi di industria e agire su di esso vuol dire avere un impatto davvero sistemico e globale. Produrre acciaio sostenibile all’interno dell’Unione Europea rafforza in prospettiva l’intero sistema economico.

    Oltre la metà viene dalla Cina

    È un’occasione per invertire una tendenza che ha portato lontano nell’ultimo ventennio il baricentro dell’acciaio. Su 1,86 miliardi di tonnellate di acciaio prodotto nel 2020, oltre la metà (1,05) proviene dalla Cina. Seguono India, Giappone, Russia, USA e Corea del Sud. Il primo paese europeo è l’Italia con 20,2 milioni.

    Volvo HYBRIT

    Nel 2000 quasi un quarto dell’acciaio mondiale era prodotto in Europa mentre oggi siamo a meno del 10%. La Cina era al 15%… ma anche gli USA e il Giappone hanno visto una diminuzione drastica: rispettivamente dal 15,9% al 5,4% e il Giappone dal 12,5% al 4,4%. L’acciaio è inoltre riciclabile all’infinito.

    Tutte le opportunità

    Già oggi il 33% dell’acciaio prodotto è riciclato. Si calcola che questo faccia risparmiare all’ambiente 950 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Si raggiungerà il 50% nel 2050 quando il fabbisogno mondiale previsto sarà di 2,8 miliardi di tonnellate.

    acciaio

    C’è dunque un potenziale di mercato da sfruttare puntando all’innovazione. Secondo SSAB, la Svezia può puntare dritta all’acciaio completamente verde grazie all’abbondanza di energie rinnovabili e alla qualità del minerale ferroso. La sua purezza è infatti importante per l’efficienza e il metodo di produzione.

    La via dritta e quella di mezzo

    C’è però anche la via di mezzo dell’acciaio “ibrido” attuabile solo con gli altoforni ad arco elettrico. In questo caso almeno parte dell’energia è rinnovabile e l’idrogeno è utilizzato insieme al coke come agenti riducenti per “caricare” il ferro di carbonio e renderlo acciaio. Sta sperimentando questa strada l’austriaca Voelstalpine.

    Volvo HYBRIT

    Leggi l’articolo su idrogeno e acciaio, futuro industriale ed energetico vanno a braccetto in Austria

    La questione dell’acciaio “verde” è dunque fondamentale. Aiuterà la Volvo ad essere carbon neutral nel 2040, obiettivo che l’industria automotive e l’intera Unione Europea vuole raggiungere nel 2050. E dimostra, ancora una volta, che è necessario introdurre l’idrogeno all’interno dei nostri sistemi energetici. E che grazie all’idrogeno è possibile mantenere in Italia e riconvertire un asset strategico come l’acciaio.

    Ex Ilva Taranto
  • Volvo XC40 plug-in hybrid ed elettrica, la mia prova anticipa il futuro del marchio

    Più della metà delle Volvo XC40 vendute nel 2021 in Italia sono già plug-in hybrid ed elettriche.

    Le due versioni meritano quindi la massima attenzione, visto che chi sceglie l’auto e stacca l’assegno per averla lo fa sempre ponderando bene la scelta. I due modelli Volvo XC40 plug-in hybrid e Volvo XC40 elettrica pura messi uno vicino all’altro in una prova danno indicazioni di grande interesse per lo sviluppo tecnologico del mercato, oltre che della Volvo.

    Inizio prova Volvo XC40 ev prev sede Volvo Bologna

    Prova su strada

    La prova su strada della Volvo XC40 nelle due versioni plug-in hybrid ed esclusivamente elettrica anticipa di qualche anno il futuro del marchio. Entro il 2025, infatti, la casa svedese ha avrà a listino soltanto modelli ibridi ricaricabili ed elettrici a batterie. Niente più auto mosse dal solo motore a benzina o diesel, quindi. Per poi andare ancora più in là ed arrivare a proporre una gamma modelli composta soltanto da auto elettriche dal 2030.

    Volvo XC40 plug-in ed elettrica

    Esteticamente le due Volvo XC40 più elettrificate della gamma sono riconoscibili dalla diversa calandra. Il muso della plug-in hybrid è caratterizzato infatti alla classica griglia – necessaria al raffreddamento del motore a combustione interna – mentre nell’elettrica c’è una parte verniciata a fare da sfondo al logo Volvo.

    Le differenze

    Su strada le differenze tra le due auto sono sostanziali e il tracciato di prova che si snoda tra la città di Bologna e le colline circostanti le mette in evidenza molto chiaramente.

    Volvo XC40 elettrica

    La Volvo XC40 elettrica ha uno scatto fulmineo, quasi prepotente. Se si preme con decisione il pedale dell’acceleratore, tutti i 300 kW (408 cavalli) di potenza vengono scaricati immediatamente verso le ruote.

    Risulta chiara la caratteristica più interessante della trazione elettrica sulle auto dal punto di vista della guida, quella di garantire la piena disponibilità della potenza massima quando ci si muove da fermo.

    FO vicino Volvo XC40 elettrica prova

    Tra i tornantini e i saliscendi delle colline bolognesi anche il comportamento dinamico è più bilanciato di quanto ci si potrebbe aspettare. La massa dell’auto è importante – vista la batteria al litio da 78 kWh, che garantisce un’autonomia con una ricarica completa di circa 400 chilometri in base ai dati della casa – ma il posizionamento dell’accumulatore sotto l’abitacolo e l’assetto ribassato rispetto alle altre versioni rendono precisi gli inserimenti in curva.

    Prezzo Volvo XC40 elettrica

    La Volvo XC40 elettrica è a listino a partire dai 56.300 euro e la possibilità di ricarica veloce fino a 150 kW di potenza la rende adatta anche ai viaggi, ovviamente pianificando bene le ricariche lungo il percorso vista l’ancora limitata diffusione degli impianti fast charge.

    Volvo XC40 plug-in hybrid

    Plug-in hybrid

    La guida della Volvo XC40 plug-in hybrid offre un menù più variegato a chi si siede al volante. In modalità “pure”, quindi esclusivamente elettrica, all’esaurimento dell’autonomia garantita dalla batteria l’auto riserva a chi è a bordo una piccola ma inevitabile delusione.

    L’accensione del motore a benzina interrompe il silenzio e mette fine alla bella sensazione di passare tra gli alberi senza lasciare dietro di sé tracce inquinanti. La modalità hybrid continua però a garantire ottimi livelli di consumo, grazie all’intervento del motore elettrico in collaborazione con quello termico nelle accelerazioni e al recupero dell’energia in frenata.

    Volvo XC40 badge
    Volvo XC40 Recharge P8

    La risposta dinamica della plug-in è diversa da quella dell’elettrica e la massa del motore a pistoni sotto il cofano induce un maggiore rollio in curva, favorito anche dal diverso assetto previsto dai progettisti Volvo.

    Portico di San Luca

    Nella discesa dalle colline verso la città di Bologna, costeggiando il meraviglioso portico di San Luca, il più lungo cammino porticato del mondo che offre una passeggiata di ben 3.796 metri coperti dalla città fino al santuario, il consumo medio scende a livelli addirittura trascurabili.

    Volvo XC40 prova portico San Luca

    Certo, la comodità di poter fare rifornimento nelle stazioni di servizio tradizionali per un pieno di benzina si traduce in una propensione al viaggio non pianificato decisamente maggiore rispetto all’elettrico puro, non raggiungibile a breve termine dalle auto soltanto a batterie.

    Video analisi con il presidente di Volvo Italia

    Una volta provate le due auto, ho potuto approfondire alcuni argomenti della mia analisi con Michele Crisci, presidente della Volvo Italia.

    Con lui abbiamo fatto il punto anche sull’avanzamento del progetto di costruzione dell’infrastruttura di ricarica veloce marchiato Volvo lungo la rete autostradale italiana.

    Nel video qui sotto tutti i dettagli.

    Prezzo Volvo XC40 plug-in hybrid

    Il prezzo di listino della Volvo XC40 plug-in hybrid parte dai 47.750 euro, con capacità di marcia di circa 40 chilometri in modalità solo elettrica garantita da accumulatori al litio da 10,7 kWh.

    FO Volvo XC40 prova primo piano

    Clicca qui e leggi il mio articolo su Repubblica XC40, la nuova era Volvo.

  • Volvo, ecco le soluzioni per la neutralità climatica della prima fabbrica di auto in Svezia

    Volvo raggiunge la neutralità climatica della sua prima fabbrica di auto in Svezia.

    Con questo risultato Volvo Cars, in prima linea per la mobilità sostenibile, compie un altro passo in avanti nell’ambizioso obiettivo di rendere la sua rete globale di produzione neutrale per il clima entro il 2025. 

    La casa automobilistica ha annunciato che lo stabilimento di Torslanda, in Svezia, è il primo impianto automobilistico del marchio ad aver raggiunto la piena neutralità climatica.

    Questo traguardo si va ad aggiungere a quello dello stabilimento di produzione di motori di Skövde, in Svezia, che è diventato climaticamente neutrale già nel 2018.

    Produzione Volvo

    Neutralità climatica

    Il sito di produzione si definisce completamente neutrale per il clima quando non registra alcun aumento netto nell’emissione di gas serra nell’atmosfera dovuto all’elettricità e al riscaldamento utilizzati per operare.

    Elettricità verde, biogas e teleriscaldamento

    L’impianto di Torslanda, il primo della casa automobilistica svedese, è alimentato da elettricità neutrale per il clima dal 2008 e, attualmente, dispone anche di un sistema di riscaldamento a zero emissioni.

    Metà del riscaldamento dell’impianto ha origine da biogas, mentre l’altra metà fa affidamento principalmente sul teleriscaldamento per mezzo del calore di scarto industriale.

    Tutti gli impianti entro il 2025

    “Il fatto che Torslanda sia il nostro primo stabilimento automobilistico a impatto climatico zero è un traguardo significativo – ha commentato Javier Varela, responsabile delle attività industriali e della qualità alla Volvo Cars -. Ci siamo impegnati a realizzare una rete di produzione neutrale per il clima entro il 2025 e questo risultato è un esempio della nostra determinatezza nel cercare continuamente di ridurre l’impatto sull’ambiente”.

    Oltre ad avere raggiunto la neutralità climatica, Torslanda continua a ridurre la quantità di energia utilizzata.

    Gli interventi mirati di miglioramento delle attività operative nel corso del 2020 hanno portato a un risparmio energetico annuo di quasi 7.000 megawattora (MWh), pari all’utilizzo energetico annuo di oltre 450 famiglie svedesi.

    Linea montaggio Volvo

    Migliorare l’efficienza

    Nei prossimi anni lo stabilimento prevede di migliorare l’efficienza dei sistemi di illuminazione e di riscaldamento, andando così a realizzare un ulteriore risparmio energetico annuo di circa 20.000 MWh entro il 2023. Tali risparmi energetici rientrano in un obiettivo più ampio e ambizioso di Volvo Cars che prevede di ridurre del 30% il consumo di energia per ogni auto prodotta entro il 2025.

    Volvo mette chiaramente in evidenza come la neutralità climatica della produzione sia da considerare una priorità.

    Per rendere le attività di produzione climaticamente neutre, Volvo Cars necessita del pieno sostegno dei partner locali di governo e aziendali per avere accesso a elettricità e riscaldamento a impatto zero sul clima. Inoltre, il costruttore svedese intende sviluppare la propria capacità di generazione di elettricità rinnovabile direttamente in loco.

    Clicca qui e leggi Volvo, anche in Cina la produzione è a impatto zero sul clima.

    Fabbrica Volvo montaggio auto

    Piano climatico

    L’obiettivo di rendere climaticamente neutra la produzione fa parte del piano climatico di Volvo Cars, che tra i suoi obiettivi prefissati annovera anche quello di elettrificare l’intera gamma di prodotti.

    Il piano ambizioso della casa automobilistica, volto ad una mobilità sostenibile, non si limita ad affrontare il problema delle emissioni allo scarico attraverso una completa elettrificazione, ma cerca anche di affrontare il problema delle emissioni di carbonio in tutte le attività operative della casa e nella sua catena di fornitura attraverso il riciclaggio e il riutilizzo dei materiali, in un’ottica di economia circolare.

  • Economia circolare, la Volvo chiuderà il cerchio entro il 2040

    Anders Kärrberg, responsabile della sostenibilità globale della Volvo, sta disegnando un percorso molto affascinante che porterà la casa svedese dritta dritta verso l’economia circolare.

    Conosco personalmente Anders Kärrberg, ha partecipato più volte alla mia manifestazione H2Roma Energy& Mobility, insieme disegnavamo esattamente il futuro che oggi inizia a prendere forma.

    Strategia

    Da persona molto competente, indica chiaramente la strada da seguire per passare dalla teoria alla pratica:

    “La Volvo ha uno dei piani climatici più ambiziosi nel settore automobilistico, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo aderire all’economia circolare”.

    Anders Karrberg Volvo Sustainability

    Ciò ci impone di ripensare tutto quello che facciamo e come lo facciamo. Abbiamo puntato molto sull’integrazione della sostenibilità nel nostro modo di pensare e lavorare come azienda, e la consideriamo tanto importante quanto per noi lo è sempre stata la sicurezza.”

    Obiettivi molto concreti

    L’applicazione dei principi dell’economia circolare si dimostra in grado di generare risultati concreti in termini ambientali ed economici.

    A partire dal 2025 la Volvo punta a un risparmio annuo di un miliardo di corone svedesi (circa cento milioni di euro) e a una riduzione di 2,5 milioni di tonnellate nelle emissioni di carbonio, grazie ai principi dell’economia circolare.

    Progettare cicli chiusi

    A sostegno del suo obiettivo a lungo termine, che è quello di diventare un’azienda circolare entro il 2040, la Volvo creerà cicli chiusi per i materiali ad alto contenuto di emissioni come l’acciaio e l’alluminio, oltre a rilavorare, riparare, riutilizzare e ricondizionare le parti.

    La, Volvo individua chiaramente la necessità che ogni parte delle sue automobili debba essere progettata, sviluppata e prodotta per poter essere utilizzata e riutilizzata, sia dalla stessa Casa automobilistica sia dai suoi fornitori.

    Concentrandosi sull’efficienza delle risorse e preservando il più a lungo possibile il valore creato nei materiali e nei componenti durante il loro ciclo di vita, la Casa svedese intende ottimizzare l’uso di materiali, componenti e automobili, eliminando al contempo gli scarti. Questo porterà a risparmi finanziari e a nuovi flussi di reddito, oltre a ridurre significativamente l’impatto ambientale aziendale.

    La chiave è il remanufacturing

    Già ora la Volvo rilavora parti, come cambi e motori, per ottimizzare l’uso dei materiali e ridurre le emissioni.

    Nel 2020 sono stati rigenerati circa 40.000 componenti, risparmiando quasi 3.000 tonnellate di emissioni di CO2.

    Volvo ricarica elettrica con stoccaggio

    Entro il 2025, però, l’obiettivo si fa veramente ambizioso e la Volvo mira ad andare oltre il raddoppio della sua attività di rigenerazione.

    Situazione attuale

    Per garantire che il materiale di valore possa essere mantenuto in circolazione, l’anno scorso la Casa automobilistica ha riciclato il 95% degli scarti di produzione.

    ra questi176.000 tonnellate di acciaio, grazie alle è stata evitata la generazione di quasi 640.000 tonnellate di CO2.

    Economia circolare

    Nel 2020 la Volvo Cars è diventata membro della Fondazione Ellen MacArthur, una delle principali reti mondiali per l’economia circolare.

    Clicca qui e visita il sito della Fondazione Ellen MacArthur.

    “Accogliamo con favore l’impegno di Volvo Cars a progettare, sviluppare e produrre i propri prodotti affinché siano utilizzati e riutilizzati. È molto incoraggiante osservare come si stia creando un collegamento tra le soluzioni circolari, la strategia aziendale e la riduzione delle emissioni di carbonio”.

    Ha dichiarato Joe Murphy, responsabile del network presso la Fondazione Ellen MacArthur.

    “L’economia circolare offre alle aziende un contesto per una crescita sostenibile a lungo termine che favorisca anche la società e l’ambiente”.

    Lunga vita alle batterie

    Insieme a fornitori e partner, la Volvo sta valutando il potenziale delle applicazioni delle sue batterie in un secondo ciclo di vita, successivo all’utilizzo a bordo delle auto.

    Volvo laboratorio batterie

    Nasce così la collaborazione con BatteryLoop, una società del gruppo svedese Stena Recycling che riutilizza le batterie dell’industria automobilistica.

    BatteryLoop e Volvo Cars usano le batterie delle auto elettrificate Volvo per un sistema di stoccaggio dell’energia generate grazie a tecnologia solare.

    A partire da aprile 2021, il sistema alimenta le stazioni di ricarica per vetture elettrificate e biciclette elettriche presso la sede di Essity – società svedese leader nel settore dell’igiene e la salute delle persone – alle porte di Göteborg.

    Volvo e BatteryLoop

    Simile è il progetto pilota commerciale in cui sono impegnati Volvo Cars, Comsys AB, una società svedese del settore cleantech, e Fortum, azienda energetica europea.

    L’obiettivo è quello di aumentare la flessibilità della fornitura presso uno degli impianti idroelettrici di Fortum in Svezia, contribuendo allo stesso tempo a un secondo ciclo di vita per le batterie dei veicoli elettrici.

    I pacchi batteria delle Volvo ibride plug-in fungeranno da unità stazionaria di stoccaggio dell’energia, andando a far parte dei servizi di bilanciamento rapido del sistema elettrico.

  • Volvo XC60 T6 Plug-in Hybrid, ricaricare per credere

    La Volvo XC60 T6 Plug-in Hybrid è un’auto che piace, basta farci un giro per rendersene conto. Non si tratta semplicemente di sguardi curiosi ma di vero e proprio interesse molto diffuso. Sia per il marchio, che per il modello.

    I modelli Volvo in Italia piacciono molto, questo già lo sapevo. Il marchio è conosciuto da tutti per la grande attenzione alla sicurezza e le linee estetiche dettate degli spessi paraurti anteriori e posteriori sono una specie di icona dei decenni passati.

    Poi il design si è evoluto e si è fatto decisamente più leggero, senza perdere però un carattere fortemente distintivo.

    Volvo XC60 T6 plug-in hybrid totale tre quarti

    Attenzione ambientale

    Adesso il campo di gioco si allarga ulteriormente, oltre a sicurezza e design la Volvo degli anni Duemilaventi vuoi avere nell’attenzione all’ambiente un ulteriore punto di forza.

    Il programma è ambizioso e punta a modelli tutti elettrificati entro il 2025 ed elettrici antro il 2030.

    Ma a che punto è la Volvo di oggi rispetto a questi obiettivi?

    Per capirlo mi sono messo alla guida della Volvo XC60 T6 Plug-in hybrid, uno dei modelli più desiderati della gamma elettrificata.

    Volvo XC60 T6 plug-in pannelli FO

    Pannelli fotovoltaici

    Secondo me, credo non sia un mistero ma ogni occasione è utile per ribadirlo, l’auto con la ricarica esterna deve essere alimentata da energia rinnovabile.

    Per prima cosa, quindi, ho cercato anche in autostrada un’ambientazione per le mie foto con la Volvo XC60 T6 Plug-in hybrid che contenessero forte e chiaro il messaggio.

    L’auto elettrica può trainare la diffusione delle energie rinnovabili. Le emissioni zero soltanto allo scarico non sono un risultato sufficiente.

    Ricarica domestica

    L’altro punto fondamentale per avvicinarsi con intenzioni serie a un’auto che si ricarica dall’esterno (elettrica pura, oppure ibrida plug-in) è la disponibilità di una ricarica domestica.

    Non servono a nulla, e anzi sono dannose, le auto plug-in hybrid acquistate, oppure date in uso aziendale, senza la possibilità di ricaricare quotidianamente le batterie.

    Volvo XC60 T6 plug-in posteriore

    L’autonomia di un’ibrida plug-in nell’utilizzo reale va dai 30 agli 80 chilometri, in funzione del modello e della conseguente capacità delle batterie a disposizione. Normalmente in un giorno si consuma tutta, o gran parte, dell’energia elettrica accumulata.

    Se poi ci circola in semplice modalità ibrida facendo soltanto il pieno dal benzinaio, si butta alle ortiche tutto il vantaggio della tecnologia che si ha a disposizione. Anzi, peggio. Si consuma e si inquina di più rispetto a un’ibrida non ricaricabile, ottimizzata per l’utilizzo full-hybrid e dotata di batterie più piccole e più leggere.

    Volvo rimborsa l’elettricità

    Mi piace moltissimo, quindi, la formula commerciale della Volvo che rimborsa l’elettricità consumata per ricaricare le batterie per il primo anno di utilizzo dell’auto ricaricabile e fino a 3000 chilowattora.

    Incentivando così l’uso in modalità elettrica e favorendo l’acquisizione della corretta abitudine alla ricarica regolare parte dell’automobilista.

    Clicca qui e leggi direttamente la fonte di questa informazione, cioè la formula relativa al rimborso dell’elettricità di ricarica presente sul sito ufficiale Volvo.

    Volvo XC60 T6 plug-in muso profilo con pannelli

    La mia esperienza

    Nell’uso quotidiano, ricaricando regolarmente al rientro in garage, ho utilizzato l’auto in modalità esclusivamente elettrica per l’80% dei chilometri percorsi.

    Tanto, quindi. Tantissimo, considerando il fatto che per testare anche il comportamento autostradale ho percorso il 15% dei chilometri della prova in autostrada, dove dopo gli iniziali 35 chilometri (tanto è durata l’energia accumulata in condizioni di elevata velocità con climatizzatore attivato) l’auto ha marciato in modalità ibrida.

    Bene in città, quindi, dove ho praticamente coperto tutti i miei spostamenti – in un’area ampia come quelle di Roma – soltanto in elettrico.

    Volvo XC60 plug-in anteriore

    Bene anche in autostrada, però. Perchè se è vero che dopo 35 chilometri ho esaurito la carica necessaria alla marcia solo elettrica, è altrettanto vero che ho potuto viaggiare in giornata tra Roma e Napoli a una velocità di crociera di 125-130 km/h e in condizioni di scarso traffico, senza nessuna sosta per ricariche o rifornimenti.

    Valutazione

    La mia valutazione dell’auto e dell’esperienza – perchè di questo si tratta quando si utilizza un modello nella vita reale, non di una semplice prova – è ampiamente positiva.

    Ricaricare per credere.

    Questo è il senso della mia considerazione. Specialmente per le ibride plug-in la disponibilità di un punto di ricarica è tutto.

    Per l’ambiente, per le nostre tasche, per la qualità dell’esperienza.

  • Volvo, anche in Cina la produzione è a impatto zero sul clima

    La Volvo anche in Cina produrrà presto con impatto zero dal punto di vista delle emissioni di CO2.

    Chi pensa che la sfida climatica sia una specie di “sfizio” europeo, invece che una priorità mondiale, farà bene a riflettere su questo nuovo elemento.

    Segnale cinese

    Anche la Cina ha capito benissimo quale sia il terreno di confronto per sfruttare nuove opportunità economiche del XXI secolo. Chi vuole vincere e crescere, deve avere tecnologie ed esperienza nell’abbattimento delle emissioni.

    Produzione Volvo Cina Daqing

    Di tutte le emissioni. Da quelle di CO2 e degli altri gas climalteranti, oggetto della grande attenzione e rivoluzione degli ultimi anni, a quelle inquinanti che soffocano gli abitanti delle comunità locali.

    Neutralità climatica

    L’impianto di produzione Volvo situato a Daqing, in Cina, è ora alimentato da elettricità neutra per il clima al 100%, come già l’altro grande stabilimento cinese della Casa automobilistica nella città di Chengdu, che ha realizzato lo stesso obiettivo l’anno scorso.

    Con l’aggiunta di Daqing, la rete di produzione globale di Volvo Cars è ora alimentata per quasi il 90% da elettricità neutra per il clima.

    Si avvicina l’obiettivo della Casa di azzerare l’impatto sul clima delle sue operazioni di produzione entro il 2025.

    Biomasse ed eolico

    L’impianto di Daqing, nella provincia di Heilongjiang, raggiungerà presto l’obiettivo delle zero emissioni aggiuntive di CO2 in atmosfera grazie ad elettricità generata da biomassa (83%) ed energia eolica (17%).

    Le emissioni annue di COdello stabilimento si ridurranno così di circa 34.000 tonnellate.

    Più specificamente, le centrali a biomassa che alimentano il sito di Daqing impiegano residui agricoli e boschivi di provenienza locale e sostenibile.

    “Per noi di Volvo Cars, la sostenibilità è importante tanto quanto la sicurezza”

    Ha spiegato Javier Varela, senior Vice President Volvo per le attività industriali e la qualità.

    Volvo produzione Cina Daqing

    Anche i fornitori

    La Volvo negli ultimi mesi ha iniziato a collaborare anche con i suoi fornitori locali, incoraggiandoli a seguire l’esempio e a passare a un’energia climaticamente neutra al 100%.

    Solo elettrico dal 2030

    L’obiettivo di produzione neutrale per il clima di Volvo rientra nel piano per il clima della Casa automobilistica, che è uno dei più ambiziosi nell’intero settore.

    Il fulcro del piano è rappresentato dall’ambizione della Volvo di diventare entro il 2030 un produttore di auto con una gamma di sole vetture con trazione elettrica al 100%.

    Volvo XC40 recharge ricarica

    CO2 neutral entro il 2040

    Ma il piano va oltre il contenimento delle emissioni allo scarico attraverso l’elettrificazione totale e cerca di contrastare le emissioni di carbonio anche attraverso un più ampio intervento sulle attività operative complessive e sulla catena di fornitura e attraverso il riciclaggio e il riutilizzo dei materiali.

    A breve termine, questi e altri interventi puntano a ridurre l’impronta di carbonio del ciclo di vita di ogni auto del 40% tra il 2018 e il 2025.

    Entro il 2040, Volvo Cars intende trasformarsi in un’azienda a impatto neutro dal punto di vista climatico.

    Clicca qui e leggi Volvo sarà carbon neutral dal 2040, ma chi farà questi conti?

  • Volvo C40 Recharge soltanto a batterie e infrastruttura di ricarica Volvo in Italia

    La Volvo C40 Recharge è la prima auto del marchio svedese disponibile soltanto in versione elettrica.

    Sarà lanciata sul mercato in Italia tra settembre e ottobre del 2021 e sarà quindi una sicura protagonista del panorama a zero emissioni del prossimo anno.

    FO vicino Volvo C40 Volvo Studio Milano

    Ecco la mia intervista con Michele Crisci, presidente della Volvo Italia, vicino alla Volvo C40 Recharge svelata in anteprima mondiale nei Volvo Studio di Milano, Tokyo e New York con collegamento a distanza della stampa.

    Clicca qui o sull’immagine qui sotto per vedere il VIDEO con la Volvo C40 recare e la nuova ricarica ultra veloce a marchio Volvo che arriverà in tutta Italia.

    Caratteristiche

    I numeri annunciati nella presentazione in anteprima a Milano, dov’ero presente, la rendono una concorrente insidiosa per tutte le auto elettriche in arrivo nel prossimo futuro.

    La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 78 kWh, permette la ricarica ultra veloce fino a 150 kW e garantisce (per ora…) 420 chilometri di autonomia con una ricarica completa, due motori elettrici – uno per asse – e una potenza complessiva di oltre 400 cavalli.

    Volvo C40 recharge profilo Volvo Studio Milano

    Aggornamenti Over the Air

    L’autonomia “provvisoria” a livello 420 chilometri con una ricarica completa è dovuta a un’altra grandissima novità che caratterizza questo modello.

    La Volvo C40 recare è infatti dotata di aggiornamenti software Over the Air (anche detti semplicemente OTA in molti contesti).

    Volvo C40 Recharge tre quarti avanti statica Volvo Studio Milano

    Gli aggiornamenti OTA funzionano come quelli ai quali siamo ormai abituati nel mondo dei computer e degli smartphone. L’hardware rimane lo stesso ma il software cambia nel tempo, rendendo sempre attuale l’utilizzo del prodotto con cui abbiamo a che fare.

    Si tratta di una novità per l’automobile di larga diffusione prodotta dai marchi storici delle quattro ruote, destinata fino ad oggi a rimanere uguale a se stessa dall’acquisto alla rottamazione.

    Volvo C40 posteriore

    Proprio grazie all’aggiornamento Over the Air, l’autonomia della Volvo C40 recharge è destinata – con ogni probabilità – ad essere estesa ben oltre i 420 chilometri iniziali. Non perchè saranno aggiunte delle batterie, ma perchè le batterie e gli altri elementi del sistema energetico di bordo saranno sfruttati meglio dal software del futuro.

    Un software che nel tempo sarà più efficace di quello del lancio grazie a ulteriore lavoro di sviluppo e grazie ai dati che le stesse automobili su strada inizieranno alla Volvo perchè ne migliori il funzionamento.

    Volvo XC 40 con ricarica ultra veloce Volvo

    Ricarica ultra veloce a marchio Volvo

    La Volvo C40 Recharge non è l’unica novità assoluta per l’Italia, arriva infatti anche il nuovissimo caricatore ultra fast a marchio Volvo che sarà installato lungo la rete autostradale del nostro paese dai concessionari Volvo e dalla Volvo Italia.

    L’infrastruttura di ricarica ad alta potenza prevede caricatori da 175 kW utilizzabili sia dai clienti Volvo, sia da chi guida auto elettriche di altre marche.

    Ricarica ultra fast Volvo
  • Volvo e il comune di Göteborg insieme per la città a impatto zero

    Volvo e il comune di Göteborg collaborano per fare della municipalità svedese – dove la Volvo è nata ed ha sede – una città neutrale dal punto di vista climatico entro il 2030.

    La Volvo sta collaborando in particolare con la città svedese per la creazione di nuove zone urbane da rendere delle vere e proprie aree sperimentali per le nuove tecnologie finalizzate alla sostenibilità.

    Green city zone

    L’iniziativa, denominata Göteborg Green City Zone, mira a realizzare all’interno della grande città portuale un’area completamente priva di emissioni.

    Volvo Göteborg

    La Green City Zone sarà dotata di diverse modalità di trasporto a impatto climatico zero e di un’infrastruttura di connessione molto avanzata.

    Utilizzando un’area della città reale come banco di prova, la Volvo potrà accelerare lo sviluppo di tecnologie e servizi nei campi dell’elettrificazione, della mobilità condivisa, della guida autonoma, della connettività e della sicurezza.

    L’iniziativa Green City Zone prenderà il via nella primavera 2021 e si intensificherà gradualmente in futuro.

    Robotaxi Volvo

    Nell’ambito del progetto rientra il programma di Volvo di inserire all’interno della zona di test dei robotaxi gestiti dal provider di mobilità M, di cui la Volvo è proprietaria al 100%.

    Per saperne di più sui robotaxi clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO Robotaxi, il vero business dell’auto a guida autonoma.

    “Di fatto abbiamo avviato un progetto che intende limitare il numero di auto circolanti in città e che è pienamente in linea con gli obiettivi perseguiti dalla Volvo”

    Ha dichiarato Håkan Samuelsson, CEO di Volvo Cars.

    Håkan Samuelsson

    Che ha aggiunto: “Ciò è confermato dal nostro investimento nel servizio di mobilità condivisa M, azienda che ha sviluppato una piattaforma A.I. proprietaria per migliorare l’efficienza e l’utilizzo dei trasporti. Vogliamo partecipare attivamente alla creazione delle città del futuro e far sì che rimangano luoghi vivibili. Questa iniziativa ci offre l’opportunità di farlo e, al contempo, di assumerci questa responsabilità nella nostra città natale”.

    Tecnologie sperimentali

    Tra le tecnologie sperimentali vi sono soluzioni e servizi di geo-abilitazione (che garantiscono che le auto circolanti nell’area sperimentale operino in modalità solo elettrica e rimangano entro i limiti di velocità), nonché infrastrutture di traffico che possono connettersi ai dispositivi di sicurezza attiva delle automobili e consentire la condivisione delle informazioni tra gli utenti della strada.

    Altri esempi di potenziali nuove soluzioni sono rappresentati dagli hub di mobilità completamente elettrica, vale a dire una rete di ricarica completa e facile da usare per le auto elettriche e dai taxi con guida autonoma.

    Per conoscere lo stato dell’arte nel mondo clicca qui e leggi l’articolo Waymo avvia il primo robotaxi veramente senza conducente a bordo.

    L’azienda di mobilità Volvo M

    Nel corso del 2020, grazie alla sua tecnologia di I.A. proprietaria, l’azienda di mobilità della Volvo denominata M ha dimostrato di poter ridurre la congestione stradale e le emissioni in atmosfera a Göteborg.

    In città oggi, in base alle elaborazione dei dati di utilizzo, la Volvo afferma che un veicolo di M sostituisca ben otto auto private.

    Neutralità climatica Volvo

    Allineandosi all’obiettivo del comune di Göteborg, Volvo Cars sta riducendo gradualmente e in modo costante la sua impronta di carbonio, puntando a raggiungere la neutralità climatica entro il 2040.

    Volvo XC 40 ricarica

    Per realizzare questo obiettivo, la Casa automobilistica ha fissato una serie di traguardi da raggiungere entro il 2025.

    Alcuni esempi includono la riduzione del 40% dell’impronta di CO2 per auto, vendite globali costituite per il 50% da auto completamente elettriche e per la restante parte da vetture ibride e una riduzione del 25% delle emissioni di carbonio generate dalle attività operative complessive della Casa, incluse la produzione e la logistica.

    Clicca qui e leggi l’articolo Volvo sarà carbon neutralità nel 2040 ma chi farà questi conti?

  • Sicurezza Volvo, auto distrutte per salvare vite umane

    Il laboratorio di test sugli incidenti del Centro per la Sicurezza Volvo compie quest’anno venti anni. Ancora oggi è uno dei centri più avanzati al mondo.

    Ci sono stato diverse volte e ogni esperienza fatta lì è indimenticabile. Vedere un test di impatto dal vivo è emozionante sul momento e stimolante a lungo termine.

    Lancio dalla gru di 30 metri

    Ecco il video e le foto di un’esercitazione spettacolare e costosa, ma anche estremamente preziosa per l’acquisizione di informazioni e conoscenze che permettono di salvare vite umane.

    Volvo sicurezza lancio dalla gru

    Le Volvo nuove vengono fatte cadere da un’altezza di 30 metri per simulare l’elevato livello dei danni che si riscontrano sulla scena di incidenti stradali molto gravi.

    https://youtu.be/fENZTgT4JnM

    Il rumore non si dimentica

    Quello che fa più effetto, quando sì è fermi ad osservare, è la velocità degli accadimenti e la loro evidente irreversibilità.

    Dopo l’attesa per la preparazione meticolosa degli strumenti e la verifica della corretta posizione dei sensori. Dopo il controllo della pulizia della pista di lancio e di tutto ciò che può influenzare il risultato. Dopo tutto questo, arriva il momento dell’incidente.

    Volvo S90 Crash Test

    L’auto arriva lanciata, colpisce l’ostacolo ed emette un rumore netto, cupo e assordante.

    Chi ha fatto almeno una volta l’esperienza lo sa. Quel rumore non si dimentica più.

    È quel suono pauroso scolpito nella memoria il monito più efficace in molti momenti nei quali successivamente mi sono trovato a fermarmi un attimo per dare maggiore attenzione alla sicurezza di un mio viaggio.

    Volvo crash test davanti

    Viene distrutta un’auto al giorno

    Il Centro Sicurezza della Volvo distrugge in media almeno una Volvo nuova di zecca al giorno.

    Impegnarsi per migliorare la sicurezza non significa superare un test o ottenere un attestato che certifichi un prodotto come sicuro.

    Spiega Thomas Broberg, uno dei maggiori esperti in sicurezza di Volvo Cars con anzianità ventennale nel settore.

    Il nostro impegno per la sicurezza consiste nello scoprire come e perché si verificano incidenti e infortuni

    “Soltanto così – continua Broberg – possiamo sviluppare la tecnologia che consenta di prevenirli. Ci auguriamo che il nostro lavoro pionieristico sia per altri produttori uno stimolo a perseguire il nostro ambizioso obiettivo di ridurre gli incidenti stradali in tutto il mondo”.

    Volvo crash test Centro Sicurezza Goteborg

    La struttura

    Il laboratorio per i crash test del Centro per la Sicurezza Volvo consente di ricreare innumerevoli situazioni di traffico e incidenti e di eseguire test che vanno oltre i requisiti normativi.

    Il laboratorio è costituito da due piste di prova lunghe rispettivamente 108 e 154 metri. La più corta delle due è mobile e può ruotare, in modo da essere posizionata per formare angoli compresi tra 0 e 90 gradi con l’altra pista.

    Questo sistema permette di effettuare crash test con diverse angolazioni e velocità o di simulare uno scontro tra due auto in movimento.

    La velocità all’impatto fra le auto può arrivare fino a 120 km/h.

    Area esterna

    Esternamente al laboratorio con le piste per il crash test c’è altro spazio per l’esecuzione di test con ribaltamento e uscita di carreggiata dell’auto.

    Anche a un test di questo tipo ho potuto assistere, in uno spazio apposito dove le auto vengono lanciate in un fosso ad alta velocità.

    Volvo sicurezza auto lanciata dalla gru

    La Volvo mette a disposizione la struttura ai membri dei servizi di soccorso stradale perchè possano perfezionare le loro tecniche di salvataggio delle persone coinvolte in incidenti gravi.

    In questo modo, gli addetti del soccorso hanno potuto sperimentare le tecniche di assistenza dal vero e non soltanto in maniera teorica.

  • Simulatore di guida Volvo, la realtà supera i videogiochi

    Il nuovo simulatore di guida Volvo, secondo gli ingegneri svedesi che lo hanno sviluppato, è “il simulatore di guida definitivo”.

    L’innovativo sistema di realtà mista è di evidente derivazione dal mondo dei videogiochi e rappresenta una tecnologia chiave per portare avanti nuove soluzioni per la sicurezza e per la guida autonoma.

    La postazione include un sedile di guida con simulatore di movimento, un volante con feedback tattile e un visore per realtà virtuale con qualità cristallina delle immagini.

    Diventa veramente difficile distinguere la realtà dalla simulazione.

    Il kit da sogno per qualsiasi giocatore di videogame, insomma. Il simulatore di Volvo Cars spinge la percezione oltre il limite precedente.

    Postazione simulatore Volvo

    Piattaforma Unity e dispositivi Varjo

    Il simulatore utilizza l’avanzatissima tecnologia della principale piattaforma Unity di sviluppo 3D in tempo reale e i dispositivi professionali di realtà virtuale e mista della società finlandese Varjo per riprodurre la guida di un’auto vera su strade reali.

    Ciò è reso possibile dalla combinazione di una grafica 3D ad alta definizione estremamente realistica, un visore per la realtà aumentata e una tuta intera a marchio Teslasuit in grado di fornire un feedback tattile dal mondo virtuale e di monitorare al contempo le reazioni corporee.

    Questo particolare abbinamento di tecnologia software e hardware consente agli esperti di Volvo Cars di simulare infiniti scenari di traffico su un percorso di prova reale, utilizzando una vettura reale, il tutto in completa sicurezza.

    I tecnici possono così estrapolare importanti informazioni sull’interazione fra le persone e la vettura da utilizzare per lo sviluppo di nuove funzionalità e dotazioni di sicurezza, assistenza alla guida e guida autonoma. 

    Dettaglio simulatore Volvo

    I collaudatori possono interagire con ipotetiche funzionalità di sicurezza attiva e di assistenza alla guida, provare interfacce utente di guida autonoma di prossima realizzazione, testare futuri modelli di autovetture e simulare molti altri scenari.

    Il sistema può essere utilizzato su strade di prova reali oppure nel laboratorio di collaudo e ogni scenario è completamente personalizzabile.

    Simulazione in diretta streaming

    Un team di esperti in tecnologie innovative della Casa automobilistica ha realizzato una dimostrazione dell’utilizzo del “simulatore definitivo” di Volvo Cars nel corso di un evento trasmesso in diretta streaming dalla Open Innovation Area di Volvo. 

    L’anno scorso, Volvo Cars, insieme a Varjo, è stata la prima Casa automobilistica a rendere possibile la guida di un’auto reale indossando un visore per realtà mista.

    Tute con feedback tattile della Teslasuit

    La collaborazione esistente fra le due aziende è stata ora ampliata così da includere Unity e Teslasuit, azienda produttrice di tute intere con feedback tattile.

    Indossare simulatore di guida Volvo

    Secondo Casper Wickman, responsabile della divisione User Experience della Open Innovation Arena di Volvo e membro del team che ha partecipato alla diretta streaming, il simulatore permette a Volvo Cars di studiare reazioni umane autentiche in un ambiente sicuro e con un costo decisamente più basso di un test reale.

    La collaborazione della Volvo con aziende come Varjo, Unity e Teslasuit ci ha permesso di testare moltissimi scenari che sembrano reali in tutto e per tutto, senza dover costruire o allestire nulla.

    Spiega Casper Wickman., che prosegue: “Possiamo così provare auto reali in situazione di traffico in transito che sembrano assolutamente reali, ma che possono essere regolate semplicemente azionando un tasto”.

    Simulatore di guida Volvo

    Visore Varjo per realtà mista

    Il visore XR-1 Developer Edition prodotto da Varjo monta una serie di videocamere per creare un effetto di realtà mista e garantisce un’esperienza di realtà mista o virtuale con risoluzione ad alta definizione. Il visore XR-1 di Varjo consente di integrare nel mondo reale, senza soluzione di continuità, gli oggetti e gli ambienti creati nella piattaforma Unity.

    Teslasuit

    Sfruttando l’applicazione di forze, vibrazioni o movimenti, la tecnologia tattile permette di ricreare la sensazione del tatto quando si interagisce con il mondo virtuale.

    Indossando l’avanzata tuta tattile intera di Teslasuit, gli specialisti di Volvo incaricati delle simulazioni possono percepire, sebbene in misura ridotta, le forze cui sarebbe sottoposto il corpo in caso di incidente, senza tuttavia correre alcun rischio reale.

    La tuta consente inoltre agli ingegneri di Volvo di testare le reazioni del fisico umano studiando la variazione delle reazioni muscolari, dei livelli di stress e della frequenza cardiaca nelle situazioni di pericolo e di utilizzare poi quanto appreso per sviluppare la prossima generazione di sistemi di sicurezza volti a evitare e mitigare le situazioni di rischio.

    Simulatori Unity

    Gli scenari di simulazione vengono creati utilizzando i software 3D in tempo reale di Unity, l’azienda che ha sviluppato una delle piattaforme per lo sviluppo di videogiochi più popolari al mondo.

    Utilizzando Unity, gli esperti di Volvo possono creare ambienti e oggetti virtuali da utilizzare nelle simulazioni o inserire un dettagliatissimo modello tridimensionale di qualsiasi auto progettata da Volvo in qualunque ambiente virtuale, valutando il prototipo in diverse condizioni di illuminazione, in luoghi e condizioni atmosferiche differenti.