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  • Volvo, anche in Cina la produzione è a impatto zero sul clima

    La Volvo anche in Cina produrrà presto con impatto zero dal punto di vista delle emissioni di CO2.

    Chi pensa che la sfida climatica sia una specie di “sfizio” europeo, invece che una priorità mondiale, farà bene a riflettere su questo nuovo elemento.

    Segnale cinese

    Anche la Cina ha capito benissimo quale sia il terreno di confronto per sfruttare nuove opportunità economiche del XXI secolo. Chi vuole vincere e crescere, deve avere tecnologie ed esperienza nell’abbattimento delle emissioni.

    Produzione Volvo Cina Daqing

    Di tutte le emissioni. Da quelle di CO2 e degli altri gas climalteranti, oggetto della grande attenzione e rivoluzione degli ultimi anni, a quelle inquinanti che soffocano gli abitanti delle comunità locali.

    Neutralità climatica

    L’impianto di produzione Volvo situato a Daqing, in Cina, è ora alimentato da elettricità neutra per il clima al 100%, come già l’altro grande stabilimento cinese della Casa automobilistica nella città di Chengdu, che ha realizzato lo stesso obiettivo l’anno scorso.

    Con l’aggiunta di Daqing, la rete di produzione globale di Volvo Cars è ora alimentata per quasi il 90% da elettricità neutra per il clima.

    Si avvicina l’obiettivo della Casa di azzerare l’impatto sul clima delle sue operazioni di produzione entro il 2025.

    Biomasse ed eolico

    L’impianto di Daqing, nella provincia di Heilongjiang, raggiungerà presto l’obiettivo delle zero emissioni aggiuntive di CO2 in atmosfera grazie ad elettricità generata da biomassa (83%) ed energia eolica (17%).

    Le emissioni annue di COdello stabilimento si ridurranno così di circa 34.000 tonnellate.

    Più specificamente, le centrali a biomassa che alimentano il sito di Daqing impiegano residui agricoli e boschivi di provenienza locale e sostenibile.

    “Per noi di Volvo Cars, la sostenibilità è importante tanto quanto la sicurezza”

    Ha spiegato Javier Varela, senior Vice President Volvo per le attività industriali e la qualità.

    Volvo produzione Cina Daqing

    Anche i fornitori

    La Volvo negli ultimi mesi ha iniziato a collaborare anche con i suoi fornitori locali, incoraggiandoli a seguire l’esempio e a passare a un’energia climaticamente neutra al 100%.

    Solo elettrico dal 2030

    L’obiettivo di produzione neutrale per il clima di Volvo rientra nel piano per il clima della Casa automobilistica, che è uno dei più ambiziosi nell’intero settore.

    Il fulcro del piano è rappresentato dall’ambizione della Volvo di diventare entro il 2030 un produttore di auto con una gamma di sole vetture con trazione elettrica al 100%.

    Volvo XC40 recharge ricarica

    CO2 neutral entro il 2040

    Ma il piano va oltre il contenimento delle emissioni allo scarico attraverso l’elettrificazione totale e cerca di contrastare le emissioni di carbonio anche attraverso un più ampio intervento sulle attività operative complessive e sulla catena di fornitura e attraverso il riciclaggio e il riutilizzo dei materiali.

    A breve termine, questi e altri interventi puntano a ridurre l’impronta di carbonio del ciclo di vita di ogni auto del 40% tra il 2018 e il 2025.

    Entro il 2040, Volvo Cars intende trasformarsi in un’azienda a impatto neutro dal punto di vista climatico.

    Clicca qui e leggi Volvo sarà carbon neutral dal 2040, ma chi farà questi conti?

  • Volvo C40 Recharge soltanto a batterie e infrastruttura di ricarica Volvo in Italia

    La Volvo C40 Recharge è la prima auto del marchio svedese disponibile soltanto in versione elettrica.

    Sarà lanciata sul mercato in Italia tra settembre e ottobre del 2021 e sarà quindi una sicura protagonista del panorama a zero emissioni del prossimo anno.

    FO vicino Volvo C40 Volvo Studio Milano

    Ecco la mia intervista con Michele Crisci, presidente della Volvo Italia, vicino alla Volvo C40 Recharge svelata in anteprima mondiale nei Volvo Studio di Milano, Tokyo e New York con collegamento a distanza della stampa.

    Clicca qui o sull’immagine qui sotto per vedere il VIDEO con la Volvo C40 recare e la nuova ricarica ultra veloce a marchio Volvo che arriverà in tutta Italia.

    Caratteristiche

    I numeri annunciati nella presentazione in anteprima a Milano, dov’ero presente, la rendono una concorrente insidiosa per tutte le auto elettriche in arrivo nel prossimo futuro.

    La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 78 kWh, permette la ricarica ultra veloce fino a 150 kW e garantisce (per ora…) 420 chilometri di autonomia con una ricarica completa, due motori elettrici – uno per asse – e una potenza complessiva di oltre 400 cavalli.

    Volvo C40 recharge profilo Volvo Studio Milano

    Aggornamenti Over the Air

    L’autonomia “provvisoria” a livello 420 chilometri con una ricarica completa è dovuta a un’altra grandissima novità che caratterizza questo modello.

    La Volvo C40 recare è infatti dotata di aggiornamenti software Over the Air (anche detti semplicemente OTA in molti contesti).

    Volvo C40 Recharge tre quarti avanti statica Volvo Studio Milano

    Gli aggiornamenti OTA funzionano come quelli ai quali siamo ormai abituati nel mondo dei computer e degli smartphone. L’hardware rimane lo stesso ma il software cambia nel tempo, rendendo sempre attuale l’utilizzo del prodotto con cui abbiamo a che fare.

    Si tratta di una novità per l’automobile di larga diffusione prodotta dai marchi storici delle quattro ruote, destinata fino ad oggi a rimanere uguale a se stessa dall’acquisto alla rottamazione.

    Volvo C40 posteriore

    Proprio grazie all’aggiornamento Over the Air, l’autonomia della Volvo C40 recharge è destinata – con ogni probabilità – ad essere estesa ben oltre i 420 chilometri iniziali. Non perchè saranno aggiunte delle batterie, ma perchè le batterie e gli altri elementi del sistema energetico di bordo saranno sfruttati meglio dal software del futuro.

    Un software che nel tempo sarà più efficace di quello del lancio grazie a ulteriore lavoro di sviluppo e grazie ai dati che le stesse automobili su strada inizieranno alla Volvo perchè ne migliori il funzionamento.

    Volvo XC 40 con ricarica ultra veloce Volvo

    Ricarica ultra veloce a marchio Volvo

    La Volvo C40 Recharge non è l’unica novità assoluta per l’Italia, arriva infatti anche il nuovissimo caricatore ultra fast a marchio Volvo che sarà installato lungo la rete autostradale del nostro paese dai concessionari Volvo e dalla Volvo Italia.

    L’infrastruttura di ricarica ad alta potenza prevede caricatori da 175 kW utilizzabili sia dai clienti Volvo, sia da chi guida auto elettriche di altre marche.

    Ricarica ultra fast Volvo
  • Volvo e il comune di Göteborg insieme per la città a impatto zero

    Volvo e il comune di Göteborg collaborano per fare della municipalità svedese – dove la Volvo è nata ed ha sede – una città neutrale dal punto di vista climatico entro il 2030.

    La Volvo sta collaborando in particolare con la città svedese per la creazione di nuove zone urbane da rendere delle vere e proprie aree sperimentali per le nuove tecnologie finalizzate alla sostenibilità.

    Green city zone

    L’iniziativa, denominata Göteborg Green City Zone, mira a realizzare all’interno della grande città portuale un’area completamente priva di emissioni.

    Volvo Göteborg

    La Green City Zone sarà dotata di diverse modalità di trasporto a impatto climatico zero e di un’infrastruttura di connessione molto avanzata.

    Utilizzando un’area della città reale come banco di prova, la Volvo potrà accelerare lo sviluppo di tecnologie e servizi nei campi dell’elettrificazione, della mobilità condivisa, della guida autonoma, della connettività e della sicurezza.

    L’iniziativa Green City Zone prenderà il via nella primavera 2021 e si intensificherà gradualmente in futuro.

    Robotaxi Volvo

    Nell’ambito del progetto rientra il programma di Volvo di inserire all’interno della zona di test dei robotaxi gestiti dal provider di mobilità M, di cui la Volvo è proprietaria al 100%.

    Per saperne di più sui robotaxi clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO Robotaxi, il vero business dell’auto a guida autonoma.

    “Di fatto abbiamo avviato un progetto che intende limitare il numero di auto circolanti in città e che è pienamente in linea con gli obiettivi perseguiti dalla Volvo”

    Ha dichiarato Håkan Samuelsson, CEO di Volvo Cars.

    Håkan Samuelsson

    Che ha aggiunto: “Ciò è confermato dal nostro investimento nel servizio di mobilità condivisa M, azienda che ha sviluppato una piattaforma A.I. proprietaria per migliorare l’efficienza e l’utilizzo dei trasporti. Vogliamo partecipare attivamente alla creazione delle città del futuro e far sì che rimangano luoghi vivibili. Questa iniziativa ci offre l’opportunità di farlo e, al contempo, di assumerci questa responsabilità nella nostra città natale”.

    Tecnologie sperimentali

    Tra le tecnologie sperimentali vi sono soluzioni e servizi di geo-abilitazione (che garantiscono che le auto circolanti nell’area sperimentale operino in modalità solo elettrica e rimangano entro i limiti di velocità), nonché infrastrutture di traffico che possono connettersi ai dispositivi di sicurezza attiva delle automobili e consentire la condivisione delle informazioni tra gli utenti della strada.

    Altri esempi di potenziali nuove soluzioni sono rappresentati dagli hub di mobilità completamente elettrica, vale a dire una rete di ricarica completa e facile da usare per le auto elettriche e dai taxi con guida autonoma.

    Per conoscere lo stato dell’arte nel mondo clicca qui e leggi l’articolo Waymo avvia il primo robotaxi veramente senza conducente a bordo.

    L’azienda di mobilità Volvo M

    Nel corso del 2020, grazie alla sua tecnologia di I.A. proprietaria, l’azienda di mobilità della Volvo denominata M ha dimostrato di poter ridurre la congestione stradale e le emissioni in atmosfera a Göteborg.

    In città oggi, in base alle elaborazione dei dati di utilizzo, la Volvo afferma che un veicolo di M sostituisca ben otto auto private.

    Neutralità climatica Volvo

    Allineandosi all’obiettivo del comune di Göteborg, Volvo Cars sta riducendo gradualmente e in modo costante la sua impronta di carbonio, puntando a raggiungere la neutralità climatica entro il 2040.

    Volvo XC 40 ricarica

    Per realizzare questo obiettivo, la Casa automobilistica ha fissato una serie di traguardi da raggiungere entro il 2025.

    Alcuni esempi includono la riduzione del 40% dell’impronta di CO2 per auto, vendite globali costituite per il 50% da auto completamente elettriche e per la restante parte da vetture ibride e una riduzione del 25% delle emissioni di carbonio generate dalle attività operative complessive della Casa, incluse la produzione e la logistica.

    Clicca qui e leggi l’articolo Volvo sarà carbon neutralità nel 2040 ma chi farà questi conti?

  • Sicurezza Volvo, auto distrutte per salvare vite umane

    Il laboratorio di test sugli incidenti del Centro per la Sicurezza Volvo compie quest’anno venti anni. Ancora oggi è uno dei centri più avanzati al mondo.

    Ci sono stato diverse volte e ogni esperienza fatta lì è indimenticabile. Vedere un test di impatto dal vivo è emozionante sul momento e stimolante a lungo termine.

    Lancio dalla gru di 30 metri

    Ecco il video e le foto di un’esercitazione spettacolare e costosa, ma anche estremamente preziosa per l’acquisizione di informazioni e conoscenze che permettono di salvare vite umane.

    Volvo sicurezza lancio dalla gru

    Le Volvo nuove vengono fatte cadere da un’altezza di 30 metri per simulare l’elevato livello dei danni che si riscontrano sulla scena di incidenti stradali molto gravi.

    https://youtu.be/fENZTgT4JnM

    Il rumore non si dimentica

    Quello che fa più effetto, quando sì è fermi ad osservare, è la velocità degli accadimenti e la loro evidente irreversibilità.

    Dopo l’attesa per la preparazione meticolosa degli strumenti e la verifica della corretta posizione dei sensori. Dopo il controllo della pulizia della pista di lancio e di tutto ciò che può influenzare il risultato. Dopo tutto questo, arriva il momento dell’incidente.

    Volvo S90 Crash Test

    L’auto arriva lanciata, colpisce l’ostacolo ed emette un rumore netto, cupo e assordante.

    Chi ha fatto almeno una volta l’esperienza lo sa. Quel rumore non si dimentica più.

    È quel suono pauroso scolpito nella memoria il monito più efficace in molti momenti nei quali successivamente mi sono trovato a fermarmi un attimo per dare maggiore attenzione alla sicurezza di un mio viaggio.

    Volvo crash test davanti

    Viene distrutta un’auto al giorno

    Il Centro Sicurezza della Volvo distrugge in media almeno una Volvo nuova di zecca al giorno.

    Impegnarsi per migliorare la sicurezza non significa superare un test o ottenere un attestato che certifichi un prodotto come sicuro.

    Spiega Thomas Broberg, uno dei maggiori esperti in sicurezza di Volvo Cars con anzianità ventennale nel settore.

    Il nostro impegno per la sicurezza consiste nello scoprire come e perché si verificano incidenti e infortuni

    “Soltanto così – continua Broberg – possiamo sviluppare la tecnologia che consenta di prevenirli. Ci auguriamo che il nostro lavoro pionieristico sia per altri produttori uno stimolo a perseguire il nostro ambizioso obiettivo di ridurre gli incidenti stradali in tutto il mondo”.

    Volvo crash test Centro Sicurezza Goteborg

    La struttura

    Il laboratorio per i crash test del Centro per la Sicurezza Volvo consente di ricreare innumerevoli situazioni di traffico e incidenti e di eseguire test che vanno oltre i requisiti normativi.

    Il laboratorio è costituito da due piste di prova lunghe rispettivamente 108 e 154 metri. La più corta delle due è mobile e può ruotare, in modo da essere posizionata per formare angoli compresi tra 0 e 90 gradi con l’altra pista.

    Questo sistema permette di effettuare crash test con diverse angolazioni e velocità o di simulare uno scontro tra due auto in movimento.

    La velocità all’impatto fra le auto può arrivare fino a 120 km/h.

    Area esterna

    Esternamente al laboratorio con le piste per il crash test c’è altro spazio per l’esecuzione di test con ribaltamento e uscita di carreggiata dell’auto.

    Anche a un test di questo tipo ho potuto assistere, in uno spazio apposito dove le auto vengono lanciate in un fosso ad alta velocità.

    Volvo sicurezza auto lanciata dalla gru

    La Volvo mette a disposizione la struttura ai membri dei servizi di soccorso stradale perchè possano perfezionare le loro tecniche di salvataggio delle persone coinvolte in incidenti gravi.

    In questo modo, gli addetti del soccorso hanno potuto sperimentare le tecniche di assistenza dal vero e non soltanto in maniera teorica.

  • Simulatore di guida Volvo, la realtà supera i videogiochi

    Il nuovo simulatore di guida Volvo, secondo gli ingegneri svedesi che lo hanno sviluppato, è “il simulatore di guida definitivo”.

    L’innovativo sistema di realtà mista è di evidente derivazione dal mondo dei videogiochi e rappresenta una tecnologia chiave per portare avanti nuove soluzioni per la sicurezza e per la guida autonoma.

    La postazione include un sedile di guida con simulatore di movimento, un volante con feedback tattile e un visore per realtà virtuale con qualità cristallina delle immagini.

    Diventa veramente difficile distinguere la realtà dalla simulazione.

    Il kit da sogno per qualsiasi giocatore di videogame, insomma. Il simulatore di Volvo Cars spinge la percezione oltre il limite precedente.

    Postazione simulatore Volvo

    Piattaforma Unity e dispositivi Varjo

    Il simulatore utilizza l’avanzatissima tecnologia della principale piattaforma Unity di sviluppo 3D in tempo reale e i dispositivi professionali di realtà virtuale e mista della società finlandese Varjo per riprodurre la guida di un’auto vera su strade reali.

    Ciò è reso possibile dalla combinazione di una grafica 3D ad alta definizione estremamente realistica, un visore per la realtà aumentata e una tuta intera a marchio Teslasuit in grado di fornire un feedback tattile dal mondo virtuale e di monitorare al contempo le reazioni corporee.

    Questo particolare abbinamento di tecnologia software e hardware consente agli esperti di Volvo Cars di simulare infiniti scenari di traffico su un percorso di prova reale, utilizzando una vettura reale, il tutto in completa sicurezza.

    I tecnici possono così estrapolare importanti informazioni sull’interazione fra le persone e la vettura da utilizzare per lo sviluppo di nuove funzionalità e dotazioni di sicurezza, assistenza alla guida e guida autonoma. 

    Dettaglio simulatore Volvo

    I collaudatori possono interagire con ipotetiche funzionalità di sicurezza attiva e di assistenza alla guida, provare interfacce utente di guida autonoma di prossima realizzazione, testare futuri modelli di autovetture e simulare molti altri scenari.

    Il sistema può essere utilizzato su strade di prova reali oppure nel laboratorio di collaudo e ogni scenario è completamente personalizzabile.

    Simulazione in diretta streaming

    Un team di esperti in tecnologie innovative della Casa automobilistica ha realizzato una dimostrazione dell’utilizzo del “simulatore definitivo” di Volvo Cars nel corso di un evento trasmesso in diretta streaming dalla Open Innovation Area di Volvo. 

    L’anno scorso, Volvo Cars, insieme a Varjo, è stata la prima Casa automobilistica a rendere possibile la guida di un’auto reale indossando un visore per realtà mista.

    Tute con feedback tattile della Teslasuit

    La collaborazione esistente fra le due aziende è stata ora ampliata così da includere Unity e Teslasuit, azienda produttrice di tute intere con feedback tattile.

    Indossare simulatore di guida Volvo

    Secondo Casper Wickman, responsabile della divisione User Experience della Open Innovation Arena di Volvo e membro del team che ha partecipato alla diretta streaming, il simulatore permette a Volvo Cars di studiare reazioni umane autentiche in un ambiente sicuro e con un costo decisamente più basso di un test reale.

    La collaborazione della Volvo con aziende come Varjo, Unity e Teslasuit ci ha permesso di testare moltissimi scenari che sembrano reali in tutto e per tutto, senza dover costruire o allestire nulla.

    Spiega Casper Wickman., che prosegue: “Possiamo così provare auto reali in situazione di traffico in transito che sembrano assolutamente reali, ma che possono essere regolate semplicemente azionando un tasto”.

    Simulatore di guida Volvo

    Visore Varjo per realtà mista

    Il visore XR-1 Developer Edition prodotto da Varjo monta una serie di videocamere per creare un effetto di realtà mista e garantisce un’esperienza di realtà mista o virtuale con risoluzione ad alta definizione. Il visore XR-1 di Varjo consente di integrare nel mondo reale, senza soluzione di continuità, gli oggetti e gli ambienti creati nella piattaforma Unity.

    Teslasuit

    Sfruttando l’applicazione di forze, vibrazioni o movimenti, la tecnologia tattile permette di ricreare la sensazione del tatto quando si interagisce con il mondo virtuale.

    Indossando l’avanzata tuta tattile intera di Teslasuit, gli specialisti di Volvo incaricati delle simulazioni possono percepire, sebbene in misura ridotta, le forze cui sarebbe sottoposto il corpo in caso di incidente, senza tuttavia correre alcun rischio reale.

    La tuta consente inoltre agli ingegneri di Volvo di testare le reazioni del fisico umano studiando la variazione delle reazioni muscolari, dei livelli di stress e della frequenza cardiaca nelle situazioni di pericolo e di utilizzare poi quanto appreso per sviluppare la prossima generazione di sistemi di sicurezza volti a evitare e mitigare le situazioni di rischio.

    Simulatori Unity

    Gli scenari di simulazione vengono creati utilizzando i software 3D in tempo reale di Unity, l’azienda che ha sviluppato una delle piattaforme per lo sviluppo di videogiochi più popolari al mondo.

    Utilizzando Unity, gli esperti di Volvo possono creare ambienti e oggetti virtuali da utilizzare nelle simulazioni o inserire un dettagliatissimo modello tridimensionale di qualsiasi auto progettata da Volvo in qualunque ambiente virtuale, valutando il prototipo in diverse condizioni di illuminazione, in luoghi e condizioni atmosferiche differenti.

  • Volvo, dall’invenzione delle cinture ad oggi la sicurezza al primo posto

    Dici Volvo e subito ti viene in mente la parola sicurezza. Il marchio svedese lega infatti in maniera inscindibile il suo nome ad una serie di tecnologie volte a potenziare il livello di protezione non soltanto dei passeggeri ma anche degli altri utenti della strada, dai pedoni, a motociclisti e ciclisti. 

    Le ultime innovazioni degli esperti Volvo Cars, in termini di sicurezza, sono orientate allo sviluppo della tecnologia usata per assistere chi guida, riducendo così il livello di distrazione che è al primo posto tra le cause di incidenti stradali. 

    Smartphone e touch screen

    L’aumento dell’uso degli smartphone e dei touch screen a bordo delle auto ha dato avvio a un dibattito sempre più ampio sui pericoli della distrazione quando si è al volante. 

    La ricerca sulla sicurezza e nell’ambito delle scienze comportamentali condotta dalla stessa Casa automobilistica suggerisce che la tecnologia moderna a bordo dell’auto, se utilizzata correttamente, può ridurre attivamente la distrazione, aumentare la sicurezza stradale e aiutare le persone a migliorare lo stile di guida e il livello di concentrazione quando al volante. 

    ‘È facile pensare che i telefoni e gli schermi siano l’unica piaga che affligge i guidatori moderni, quando è la vita nel suo complesso a distrarre le persone – ha dichiarato Malin Ekholm, responsabile del Centro Sicurezza di Volvo Cars.

    Sappiamo che le persone non si distraggono di proposito, eppure succede. Può capitare di essere in ritardo a prendere i figli all’asilo e di essere quindi un po’ in tensione. Oppure di mettersi al volante dopo una brutta giornata di lavoro. Tutto questo si ripercuote sul modo in cui si guida’.

    Controllo vocale

    Volvo Cars utilizza la tecnologia attivamente per contrastare i pericoli legati alla distrazione e costruire automobili che possono definirsi fra le più sicure in circolazione. Ad esempio, i suoi sistemi di sicurezza attiva con frenata automatica e assistenza allo controllo dello sterzo sono progettati per essere pronti a intervenire nel caso in cui il conducente perda la concentrazione o si distragga per una frazione di secondo.

    Plancia touch screen

    All’interno dell’abitacolo della nuova XC40 Recharge, un controllo vocale avanzato, disponibile sul nuovo sistema di infotainment Android di Volvo Cars, permette al conducente di regolare la temperatura, impostare una destinazione, riprodurre la musica e i podcast preferiti o telefonare alla mamma il giorno del suo compleanno, il tutto tenendo le mani sul volante.

     ‘’Poter impostare a voce le funzionalità principali della propria Volvo consente di tenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada –  ha aggiunto Malin Ekholm – . I sistemi di sicurezza attiva, come le funzioni City Safety, Run-off Road Mitigation e Oncoming Lane Mitigation con assistenza al controllo dello sterzo, possono essere paragonati a un paio di occhi in più che vegliano su chi è a bordo’’. 

    Monitoraggio del conducente

    Volvo Cars ritiene che la distrazione possa essere ridotta anche attraverso telecamere a bordo vettura e altri sensori che monitorano il conducente. Queste tecnologie consentono infatti all’auto di intervenire autonomamente nel caso in cui un conducente chiaramente distratto (o in stato di ebbrezza) non risponda ai segnali di avvertimento e rischi un grave incidente potenzialmente mortale. Tale intervento potrebbe comportare la limitazione della velocità dell’auto, una segnalazione al servizio di assistenza Volvo on Call e, in ultima istanza, il rallentamento attivo e il parcheggio in sicurezza dell’auto. Volvo Cars ha in programma di avviare l’introduzione di queste telecamere sulla prossima generazione della sua piattaforma scalabile per veicoli SPA2.

    Sessant’anni fa l’invenzione delle cinture di sicurezza

    Lo scorso anno, in materia di sicurezza, Volvo ha ricevuto un riconoscimento da Dekra per il proprio contributo alla Sicurezza stradale in virtù dell’invenzione delle cinture di sicurezza, che  proprio nel 2019 hanno compiuto 60 anni di vita

    Crisci Volvo premio sicurezza

    ‘’Non posso che essere orgoglioso di ricevere questo premio e di lavorare per un brand come Volvo – ha commentato Michele Crisci, Presidente Volvo Car Italia ricevendo il premio -. Non solo Volvo ha inventato un dispositivo decisivo ai fini della salvaguardia della vita di chi viaggia in auto; lo ha anche reso disponibile a tutti i costruttori, contribuendo così di fatto a salvare tantissime vite umane sulle strade di tutto il mondo, a bordo di auto di ogni marca. Questa è Volvo e questo è il modo in cui noi intendiamo la sicurezza: condivisa, per il bene di tutti’’.

    Realizzata da Volvo Cars nel 1959 grazie al lavoro dell’ingegnere Nils Bohlin, si stima che la cintura di sicurezza a tre punti abbia salvato oltre un milione di vite umane in tutto il mondo grazie alla decisione della Casa di condividere l’invenzione nell’interesse di un miglioramento delle condizioni di sicurezza del traffico. Da allora, Volvo Cars ha continuato a dare la precedenza al progresso sociale rispetto al semplice vantaggio finanziario mettendo in evidenza la questione fondamentale dell’ineguaglianza nello sviluppo dei sistemi di sicurezza per le auto.

    La rivoluzione dei tre punti di ancoraggio

    Era il 13 agosto 1959 quando veniva consegnata la prima automobile al mondo dotata di serie delle cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio – una Volvo PV544 – presso il concessionario Volvo nella cittadina svedese di Kristianstad. Nei successivi 60 anni, la cintura di sicurezza a tre punti di ancoraggio si è dimostrata il principale equipaggiamento singolo di sicurezza di un’automobile e appresenta l’innovazione più significativa in tema di sicurezza dei 130 anni di storia dell’auto.

    Ha salvato ben più di un milione di vite umane, anche in virtù di un’attivazione efficace, con un semplice movimento della mano. Fu verso la fine degli anni ’50 grazie all’ingegnere Volvo Nils Bohlin, che la cintura di sicurezza si è evoluta approdando al suo design attuale. Prima di quel modello esistevano diversi tipi di cintura di sicurezza e fin dagli anni ’30 i medici statunitensi hanno cominciato a fare pressione affinché le automobili fossero dotate di cinture di sicurezza.

    La cintura addominale a due punti di ancoraggio

    La cintura addominale a due punti era la soluzione più comune, ma esistevano anche diverse varianti della cintura di sicurezza a tre punti.

    Il problema era che non proteggevano a sufficienza i viaggiatori, specialmente alle alte velocità.

    L’ex ingegnere aeronautico Nils Bohlin – che prima di essere assunto presso Volvo aveva lavorato, tra l’altro, allo sviluppo di sedili eiettabili – comprese ben presto le forze generate durante una collisione. 

    La cintura ideale doveva assorbire le forze nella zona giusta, attraverso il bacino e il torace, dove il corpo umano è più robusto. Allo stesso tempo, doveva essere facile da utilizzare e regolare.

    Volvo sicurezza

    Disegno a V con la punta in basso

    Le particolarità del design di Nils Bohlin erano date dal fatto che il sistema era composto da una cintura addominale e da una cintura toracica diagonale, che le fasce erano ancorate in un punto situato in basso accanto al sedile, che la geometria della cintura assomigliava ad una “V” con la punta rivolta verso il pavimento e che la cintura restava in posizione e non si muoveva anche sotto carico. Gli stessi identici principi valgono ancora oggi.

    I primi modelli

    Sul mercato del Nord Europa, la Volvo PV544 e la Volvo Amazon furono le prime automobili a presentare questa innovazione.

    Brevetto aperto e la sicurezza è per tutti

    Volvo è stato quindi il primo costruttore automobilistico ad equipaggiare le sue vetture con le cinture di sicurezza a tre punti come dispositivo di serie. L’invenzione venne brevettata con quello che è noto come brevetto aperto, ossia chiunque volesse poteva ottenere la concessione del libero utilizzo del design.

    A quel punto era stato compiuto un passo da giganti verso una maggiore sicurezza, ma ci sarebbero voluti ancora alcuni anni prima che i consumatori e l’industria automobilistica comprendessero la validità della soluzione.

    Oggi è uno standard mondiale

    Oggi le auto in tutto il mondo sono equipaggiate con la cintura di sicurezza a tre punti.

    La moderna cintura di sicurezza è la colonna portante del sistema di sicurezza interno dell’automobile, integrata da altri dispositivi come gli airbag, i pretensionatori e i limitatori di forza.

    La cintura si posiziona correttamente durante un impatto – il pretensionatore tende la fascia che poggia sul torace, quindi si allenta proprio al momento giusto, così che il corpo venga trattenuto il più delicatamente possibile. Tutto ciò in pochi millesimi di secondo.

  • Polestar è trasparente: produrre auto elettriche aumenta le emissioni di CO2

    L’auto elettrica dà reali vantaggi sull’impronta di CO2 solo dopo 50mila km. E solo se è alimentata ad energia eolica. Ce ne vogliono 78mila con il mix energetico europeo e addirittura 112mila con quello medio globale. Non è una scoperta, ma un’ammissione e l’ha fatta la Polestar, il marchio elettrico che fa capo a Geely e stretto parente di Volvo.

    Polestar
    Polestar 2 contro Volvo XC40

    Il calcolo è stato effettuato secondo gli standard 14044 e LCA (Lyfe Cycle Assessment) dell’ISO. Dunque sono stati considerati il prima, il durante e il dopo della vita della vettura: materiali, produzione, logistica, vendita, utilizzo e infine recupero e riciclo. I riferimenti sono la nuova Polestar 2 elettrica e la Volvo XC40 dotata di motore a combustione interna.

    Leggi l’articolo sulle emissioni dell’automobile e il ciclo di vita

    Volvo XC 40 Recharge
    L’automobile e i suoi 10mila ingredienti

    I risultati sono in un documento di 38 pagine intitolato semplicemente “2”. È pieno di numeri, ma forse il più sconvolgente è che in un’automobile ci sono oltre 10mila materiali diversi riconducibili a circa 70 categorie. Dati che misurano la complessità di questo business e le sfide da affrontare per intraprendere cambiamenti radicali.

    …in un’automobile ci sono oltre 10mila materiali diversi riconducibili a circa 70 categorie. Dati che misurano la complessità di questo business e le sfide da affrontare per intraprendere cambiamenti radicali

    Polestar
    Pesi diversi per le emissioni  

    Calcolando una vita di 200.000 km, la XC40 produce 58 tonnellate di CO2 dunque un’impronta di 290 g/km di CO2. La Polestar 2 si ferma a 50 tonnellate (250 g/km) che diventano 42 (210 g/km) se utilizzata in Europa e 27 (135 g/km) con energia eolica. La sola produzione delle batterie comporta emissioni per 7 tonnellate dunque dall’8,3% al 38,6% del totale.

    La sola produzione delle batterie comporta emissioni per 7 tonnellate dunque dall’8,3% al 38,6% del totale

    Muso e calandra Volvo XC 40 recharge
    Gallina vecchia fa basse emissioni

    La XC40 utilizza materiali che impattano meno (14 tonnellate di CO2 contro 17). Il costo ambientale di produzione è praticamente identico (2,1 contro 2,2), leggermente più alto per il fine vita (0,6 contro 0,5). I dati del prima e del dopo sono identici nonostante la XC40 si fabbrichi in Europa e la Polestar 2 in Cina. Segno che l’industria usa standard globali identici a livello ambientale.

    Leggi l’articolo sulla XC40 Recharge elettrica

    Leggi l’articolo sulla Polestar 2, l’altro modo di essere Volvo

    Polestar
    Tutto quello che si può recuperare

    Per alcuni materiali Volvo fornisce anche dati precisi sul loro recupero. L’alluminio in fusione è al 96%, quello lavorato al 62%. L’acciaio standard e quello inossidabile al 63%, Volvo si tiene per sé il tasso relativo agli acciai speciali prodotti internamente. Si può recuperare la metà dei materiali grezzi e addirittura il 98% dei polimeri.

    Polestar
    Due impronte nettamente diverse

    Nettamente diversi anche entità e mix di carbon footprint a livello produttivo. La Polestar 2 ha un impatto superiore di circa il 40% rispetto alla XC40 e il suo mix è: 29% alluminio, 29% batteria agli ioni di litio, 17% acciaio e ferro, 10% elettronica e 7% polimeri. Per la Volvo: 34% alluminio, 34% acciaio e ferro, 13% elettronica e 11% polimeri.

    Polestar
    Ripulire i processi

    Ci sono margini di miglioramento a livello industriale. Volvo ha già detto che è possibile ridurre nel 2025 su approvvigionamento, fabbricazione e utilizzo l’impronta di CO2 del 25% rispetto al 2018. Il problema è che in quella data Volvo vuole vendere il 50% in elettrico e, contemporaneamente, abbattere l’impronta di CO2 del 40% con prodotti però intrinsecamente più impattanti.

    Polestar
    Qual buon vento

    Nella fase dell’uso la XC40 emette 41 tonnellate di CO2 (205 g/km). La Polestar, calcolando un consumo medio di 19,8 kWh/100 km, ne genera 23 con il mix energetico globale. Si scende a 14 in Unione Europea, e a 0,4 con energia eolica. Considerando che un albero assorbe da 10 a 50 kg di CO2 all’anno, 400 kg si possono bilanciare in modo relativamente facile.

    Polestar
    La strada è molto lunga

    Da questi numeri si traggono i punti di pareggio ambientale citati all’inizio. I 200.000 km sono la percorrenza di un’automobilista medio europeo in 16 anni e mezzo, 20 anni per un italiano. I dati di emissione considerati sono superiori del 25% a quelli dichiarati: la media della XC40 è di 163 g/km, il consumo WLTP della Polestar è di 15,6 kWh/100 km.

    Il confronto mancato

    A livello metodologico, la maggiorazione è dovuta a fattori logistici. Per l’auto a combustione interna ci sono i costi ambientali dovuti a estrazione, raffinazione e distribuzione. Per l’elettrica c’è la dispersione dell’impianto di ricarica. C’è solo da chiedersi perché tale raffronto non sia stato fatto con la XC40 elettrica che consuma leggermente di più (16,8 kWh/100 km).

    Batteria della Volvo XC40 Recharge
    Il contesto energetico

    Il problema è di sistema energetico. A livello europeo, siamo vicini all’obiettivo del 20% di consumo per il 2020 e l’Italia ha già raggiunto il proprio del 17% nel 2018. La produzione di energia verde nel nostro paese sfiora il 40%. L’obiettivo della UE è essere carbon neutral nel 2050, Volvo ci arriverà, come altri costruttori, nel 2040.

    Polestar 2
    L’industria conduce, la politica segue

    L’industria è dunque più avanti della politica. Per dispiegare tutto il potenziale dell’auto elettrica non bastano gli incentivi all’acquisto, ma bisogna agire sul sistema energetico. Anche Volkswagen ha compiuto uno studio simile con risultati che parlano chiaro: al momento, il pareggio di impronta di CO2 tra una e-Golf e Golf TDI a 125.000 km.

    Leggi l’articolo su elettrico contro diesel per le emissioni di CO2

    L’industria è dunque più avanti della politica. Per dispiegare tutto il potenziale dell’auto elettrica non bastano gli incentivi all’acquisto, ma bisogna agire sul sistema energetico

    Polestar
    Il valore dell’onestà

    «I costruttori di automobili nel passato non sono stati chiari con i clienti sull’impatto ambientale dei loro prodotti. Abbiamo bisogno di essere onesti, anche se la lettura dei dati crea imbarazzo» ha scritto Fredrika Klarén (foto sotto), responsabile per la Sustainability in Polestar, commentando i dati della ricerca prodotti dal costruttore svedese.

    La consapevolezza sta a zero

    Con questo rapporto Polestar rilancia quanto già detto da Volvo: occorre trasparenza da parte di tutta l’industria e arrivare ad un metodo di calcolo comune dell’impronta di CO2. L’obiettivo è mettere il cliente nella condizione di compiere la scelta giusta e dargli la consapevolezza che la rotta verso le emissioni zero è obbligata, ma tutt’altro che facile.

    Leggi l’articolo su Volvo che vuole diventare carbon neutral nel 2040

    Polestar
  • Verde e Blu Festival a Milano dal 25 al 27 settembre

    Sabato 26 settembre 2020 sarò al Verde e Blu Festival di Milano. La manifestazione segue una serie di precedenti esperienze degli organizzatori che hanno dato vita anni fa al festival dell’Energia.

    Sabato 26 ore 18,15 – Rivoluzione mobilità

    Condurrò l’incontro in piazza Gae Aulenti vicino al BAM – Biblioteca degli alberi di Milano.

    Saranno protagonisti con me Michele Crisci, presidente della Volvo Italia, Federica Foiadelli del Politecnico di Milano, Marco Granelli assessore alla mobilità e ai lavori pubblici del Comune di Milano, Francesco Di Lucia Team Leader della squadra corse del Politecnico di Milano.

    Titolo verde e blu festival 2020

    Clicca qui per vedere il programma completo e per iscriverti gratuitamente.

    Contenuti

    Vi aspetto a Milano sabato 26 settembre, parleremo con gli ospiti partendo da queste considerazioni.

    Sostenibilità, la parola chiave per un nuovo sviluppo.

    Auto, la rivoluzione energetica va ben oltre il veicolo.

    Case auto da costruttori di veicoli a fornitori di mobilità.

    L’auto e la città, costruzione di un nuovo equilibrio.

    Auto, passione e prestazioni nell’era dell’elettrificazione.

    Ricerca e sviluppo, la mobilità personale oltre il 2030

    Programma rivoluzione mobilità

    Clicca qui per andare al sito web della manifestazione.

  • Dialogo sulla sostenibilità con Michele Crisci presidente Volvo Italia

    Il dialogo sulla sostenibilità con Michele Crisci, presidente della Volvo Italia, si svolge in occasione di un incontro al quale ho partecipato insieme alla Volvo e alla Fondazione Riccardo Catella al parco BAM di Milano.

    Sostenibilità dalla teoria alla pratica

    Oggi si può finalmente parlare di sostenibilità in modo concreto e operativo.

    Un dialogo sulla sostenibilità è l’occasione per individuarne tutto il potenziale come vera leva per la rinascita, soluzione intelligente che consenta la crescita socio-economica insieme alla soluzione dei problemi ambientali.

    Gli obiettivi della Volvo

    Volvo elettrica in ricarica
    Volvo XC40 Recharge in ricarica

    Entro il 2025 la Volvo a livello globale ha obiettivi molto ambiziosi:

    • portare le vetture esclusivamente elettriche a costituire il 50% delle sue vendite globali complessive;
    • azzerare l’impatto sul clima delle proprie attività produttive globali;
    • utilizzare materiali riciclati per almeno il 25% delle parti in plastica di tutte le nuove Volvo;

    Volvo Cars ha infine l’obiettivo di diventare a impatto neutro sul clima entro il 2040.

    Clicca qui e leggi l’articolo relativo all’evento sulla sostenibilità al Parco BAM – Biblioteca degli Alberi di Milano.

  • Oggi insieme a Volvo al parco BAM di Milano per tornare a crescere grazie alla sostenibilità

    Oggi sono insieme alla Volvo e alla Fondazione Riccardo Catella al parco BAM di Milano per parlare di sostenibilità in modo nuovo e operativo.

    La sostenibilità sarebbe un’attitudine dell’uomo, che cerca naturalmente la costruzione di un futuro migliore.

    BAM Milano Volvo studio

    Il ruolo dei combustibili fossili

    Eppure negli ultimi due secoli è scomparsa dalle priorità della società.

    Il suo accantonamento è coinciso con l’avvento dei combustibili fossili e quindi del consumo di risorse, ritenute a torto praticamente illimitate, nell’economia mondiale.

    La crisi come opportunità

    Adesso la sostenibilità reale e a lungo termine delle azioni umane può tornare al centro delle logiche di scelta.

    Scritta luminosa BAM Milano Volvo Studio
    Biblioteca degli Alberi – Volvo Studio Milano

    Non come fine da perseguire, com’era fino a prima dell’attuale profonda crisi, ma come mezzo per creare di nuovo sviluppo, benessere e crescita socio-economica nel rispetto dell’ambiente.

    La sostenibilità non consuma risorse, ma le usa e riusa. In teoria addirittura illimitatamente.

    Su questa solida base l’industria e la tecnologia hanno davanti nuove sfide da vincere e nuovi prodotti da creare.

    Gli impegni presi dalla Volvo

    Il percorso che la Volvo si è data per perseguire una sempre maggiore sostenibilità indica tappe e obiettivi molto chiari.

    Muso e calandra Volvo XC 40 recharge

    Entro il 2025 Volvo Cars intende:

    • portare le vetture esclusivamente elettriche a costituire il 50% delle sue vendite globali complessive;
    • azzerare l’impatto sul clima delle proprie attività produttive globali;
    • utilizzare materiali riciclati per almeno il 25% delle parti in plastica di tutte le nuove Volvo;

    Volvo Cars ha infine l’obiettivo di diventare a impatto neutro sul clima entro il 2040.

    Locandina e programma 14 luglio 2020 ore 18,30

    Programma Volvo BAM Milano