fbpx
  • Auto a guida autonoma, etica e diritto oltre alla tecnologia

    Chi pensa che il futuro dell’auto a guida autonoma dipenda solo dalla tecnologia si sbaglia di grosso. Non c’è soluzione che possa realmente diffondersi con successo se non ha superato gli scogli culturali e chiarito elementi di etica e diritto che la vita sociale impone, oltre alle valutazioni economiche e tecniche.

    Guida autonoma

    Il libro e l’incontro a Milano

    Una giornata ben spesa, quella che ho dedicato alla trasferta a Milano per essere presenta all’incontro organizzato dalla Volvo Italia, proprio sugli elementi di etica e diritto relativi alla guida autonoma, con gli importanti giuristi autori del libro Driverless Cars (Guido Calabresi, professore emerito della Yale University dove ha ricoperto il prestigiosissimo ruolo di Dean della Law School, uno dei padri dell’analisi economica del diritto, ed Enrico Al Mureden, ordinario di diritto civile e docente di product safety, product liability and automotive dell’Università di Bologna) a dibattere insieme a Michele Crisci, presidente della Volvo Italia, con la moderazione di Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote, mensile tradizionalmente molto attento alle questioni della sicurezza stradale.

    Punti cruciali

    L’incontro indica dei punti cruciali, che richiedono specifica attenzione per l’auto a guida autonoma che si sta avvicinando alla realtà in maniera più veloce di quanto possa sembrare.

    Questioni di etica e diritto, legate all’arrivo su strada di veicoli capaci di muoversi autonomamente, senza l’intervento umano, devono essere affrontate e comprese, per poter cercare una soluzione chiara e il più possibile condivisa.

    Convegno etica e diritto driverless cars

    Dilemma della scelta

    “Un’automobile a guida autonoma – spiega il professor Calabresi – si potrebbe trovare a dover decidere quale manovra eseguire tra due possibili, una con cui rischia di investire qualcuno, l’altra con cui rischia di investire qualcun altro”.

    Da una parte ci può essere un uomo anziano e dall’altra un bambino. Cosa deve fare l’auto?

    dilemma etico guida autonoma Waymo

    “Nella situazione attuale – continua Calabresi – l’essere umano che è alla guida non ha in mente un comportamento predeterminato, cerca di fare semplicemente del suo meglio e nessuno sa cosa sceglierà. Con il computer al volante, invece, dobbiamo decidere in sede di scrittura del software di guida quale sia il comportamento giusto”.

    Si tratta di una novità assoluta, alla quale non siamo abituati e che ci pone di fronte a scelte che di norma non vogliamo fare.

    Responsabilità in caso di incidente

    L’altra grande questione, oltre a quella etica sollevata dai possibili dilemmi in caso di scelte tragiche – come sono definite in un altro libro di Calabresi divenuto un classico – riguarda la responsabilità in caso di incidenti causati da un veicolo a guida autonoma.

    Al Mureden pellegrini driverless cars

    “La situazione per le automobili in Italia è chiara da decenni – spiega il professor Al Mureden – e la responsabilità civile degli incidenti automobilistici, per le attuali vetture, è del guidatore e del proprietario. L’ordinamento si preoccupa così tanto di garantire un risarcimento a chi viene danneggiato, che è prevista anche l’assicurazione obbligatoria“.

    Se però alla guida non c’è più un uomo e a causare l’incidente è la stessa automobile, molte cose devono essere di nuovo affrontate.

    “Una possibilità, coerente con la legislazione attuale – continua Al Mureden – è di lasciare la responsabilità al proprietario, che già oggi è chiamato a rispondere anche in caso di difetti del veicolo. L’altra, visto che il sistema di guida è stato sviluppato completamente dal costruttore, è invece di ritenere responsabile la casa auto che ha fabbricato la vettura”.

    Volvo guida autonoma

    Volvo si assume la responsabilità

    Proprio su questo punto, la Volvo – che ha appena annunciato l’introduzione in California, e poi nel resto del mondo, della funzione di guida automatica autostradale Ride Pilot – ha comunicato di prendere direttamente in carico la responsabilità di eventuali incidenti avvenuti mentre il sistema è in funzione.

    coisci pellegrini etica e diritto guida autonoma

    “Questo è un elemento che farà chiarezza sul mercato”, afferma Michele Crisci, presidente della Volvo Italia.

    C’è una grande differenza tra pubblicizzare automobili con funzionalità di guida autonoma avanzate e prendersi la responsabilità degli incidenti.

    “Senza supportare la comunicazione con la presa in carico della responsabilità di eventuali malfunzionamenti – continua Crisci – si pubblicizzano soluzioni delle quali però non si dimostra di essere completamente sicuri. Noi di Volvo abbiamo scelto di offrire la funzione di pilota automatico garantendola a tal punto, da prendere sul marchio la totale responsabilità del buon funzionamento”.

  • Volvo e Northvolt, per l’auto elettrica la priorità è creare posti di lavoro

    Volvo Cars e Northvolt inaugureranno un nuovo centro di ricerca e sviluppo congiunto a Göteborg, in Svezia, nell’ambito di un investimento di 2,9 miliardi di euro (30 miliardi di corone svedesi) per lo sviluppo e la produzione di batterie.

    Il centro sarà operativo nel 2022 e creerà centinaia di nuovi posti di lavoro a Göteborg.

    L’apertura delle attività di ricerca e sviluppo in Svezia posizionerà Volvo tra i pochi marchi automobilistici che hanno inserito lo sviluppo e la produzione di celle per batterie tra le proprie attività ingegneristiche in modo completo.

    Volvo Northvolt

    Nuovo impianto di produzione in Europa

    La realizzazione del nuovo centro di ricerca e sviluppo a Göteborg sarà seguita dalla costruzione di un nuovo impianto di produzione in Europa.

    L’impianto avrà una capacità annua potenziale fino a 50 gigawattora (GWh), il che dovrebbe consentire di coprire il fabbisogno di batterie di circa mezzo milione di automobili all’anno.

    Impianto Northvolt

    Tremila posti di lavoro

    La costruzione dell’impianto inizierà nel 2023, per poi passare alla produzione su larga scala nel 2026, e si prevede che impiegherà fino a 3.000 persone.

    Produrrà celle per batterie di ultima generazione, sviluppate specificamente per essere utilizzate nella prossima generazione di auto a trazione solo elettrica di Volvo e Polestar. L’ubicazione esatta dell’impianto dovrebbe essere indicata all’inizio del prossimo anno.

    Auto elettrica batterie

    C’è anche un campus

    Il centro di R&S sorgerà nelle immediate vicinanze delle strutture di R&S di Volvo Cars e dell’attuale campus per l’innovazione Northvolt Labs di Västerås, in Svezia.

    Ecco il modo per garantire sinergie ed efficienza nello sviluppo delle tecnologie delle batterie, insieme alla nascita di nuovi posti di lavoro.

    Sistema industriale completo

    La partnership si concentrerà sullo sviluppo di batterie realizzate specificamente per garantire a chi guida una Volvo le caratteristiche desiderate, come l’autonomia e tempi di ricarica rapidi.

    Scritta Northvolt

    Volvo Cars sta cooperando con Northvolt per creare un sistema completo di realizzazione delle batterie che includa sia lo sviluppo la costruzione delle stesse.

    Integrazione verticale

    Questa profonda integrazione verticale è essenziale poiché la batteria rappresenta il maggiore componente di costo in un’auto elettrica, oltre a svolgere un ruolo rilevante nella generazione di emissioni di anidride carbonica.

    Samuelsson Volvo e Carlsson Northvolt
    Volvo Cars & Northvolt

    Håkan Samuelsson, CEO di Volvo Cars

    Il progetto consoliderà le nostre competenze di base e la nostra posizione durante la trasformazione in una Casa automobilistica focalizzata su una gamma di prodotti esclusivamente elettrici.

    Peter Carlsson, CEO di Northvolt

    Il nostro obiettivo è la creazione di un’offerta di celle per batterie prodotte in Europa che abbiano un’impronta di carbonio molto bassa e siano ottimizzate, mediante l’integrazione nella vettura, per ottenere le migliori prestazioni dai veicoli elettrici di prossima generazione.

    Pianale auto elettrica batterie

    Volvo 100% elettrica entro il 2030

    La partnership con Northvolt è essenziale per permettere a Volvo Cars di realizzare il suo ambizioso obiettivo di diventare leader nel segmento delle auto elettriche di fascia alta e di vendere solo veicoli elettrici al 100% entro il 2030.

  • Volvo C40 Recharge, la mia prova della prima svedese elettrica e totalmente connessa

    L’occasione di provare su strada la Volvo C40 Recharge, primo modello della casa lanciato esclusivamente elettrica, non me la sarei fatta sfuggire per nessun motivo.

    La Volvo ha annunciato di voler arrivare a produrre soltanto auto elettriche entro il 2030; ha solo nove anni di tempo, quindi, per parasse da questa prima assoluta alla semplice normalità in tema di modelli a batterie.

    La prova del nuovo modello sulle strade del Belgio, tra Bruxelles e Gent, dove si trova il suo stabilimento di produzione, è una vera e propria anteprima delle Volvo di domani.

    Fabio Orecchini aeroporto Zaventem Volvo C40 recharge

    Connessione totale

    La trazione elettrica non è l’unica grande novità. Nell’abitacolo della Volvo C40 Recharge gioca un ruolo da protagonista anche il nuovo sistema operativo Google Automotive.

    Non si tratta del già noto e diffuso Android Auto, grazie al quale in quasi tutte le nuove auto è possibile utilizzare delle app del proprio smartphone visualizzandole sul display di bordo. Google Automotive è un vero e proprio sistema operativo completo, che rende l’automobile un apparecchio elettronico indipendente e totalmente connesso.

    Può fare a meno dello smartphone

    Automobile e smarphone colloquiano e collaborano, quindi, ma l’auto ha dei propri Google Assistant e Google Maps – che utilizza per la navigazione aggiornata in tempo reale – e delle sue app, capaci di funzionare indipendentemente dalla presenza a bordo di un telefono.

    Fabio Orecchini al volante Volvo C40 Recharge

    La connettività del veicolo è molto robusta e permette anche l’aggiornamento continuo e praticamente completo del software di bordo.

    Prova su strada

    Su strada l’esperienza di guida elettrica si fonde con quella di una connessione continua e praticamente totale. Il connubio funziona molto bene e nell’utilizzo reale si dimostra vincente.

    Lungo l’itinerario su strade urbane nella città di Bruxells, poi extraurbane con tratti autostradali, la guidabilità è caratterizzata da una risposta dell’auto particolarmente diretta alle richieste del guidatore.

    Volvo C40 Recharge Belgio

    Accelerazione e stabilità

    La potenza esuberante dei due motori da 150 kW montati sui due assi garantisce in ogni momento accelerazioni potenti (il dato ufficiale è di 4,7 secondi da zero a 100 km/h), mentre la taratura delle sospensioni utilizza la massa delle batterie come elemento di stabilità.

    Il risultato è una continua sensazione di brillantezza nella guida, anche quando l’andatura autostradale con limite a 120 km/h potrebbe far supporre una condotta noiosa. E la prontezza di risposta rimane evidente anche con le funzioni di guida assistita inserite.

    Volvo C40 Recharge Belgio tre quarti

    La mappa Google sul display permette di visualizzare istantaneamente i punti di ricarica disponibili nei dintorni e lungo l’itinerario impostato. La ricerca può anche essere filtrata in base alle caratteristiche delle colonnine.

    Ricarica fino a 150 kW

    Funzione molto utile, visto che la Volvo XC40 Recharge può utilizzare stazioni veloci fino a 150 kW di potenza, ricaricando l’80% dell’energia accumulabile in 40 minuti.

    Volvo C40 recharge spaccato sistema energetico e materiali

    Autonomia di 450 km con una ricarica

    Per quanto riguarda le batterie al litio da 75 kWh effettivi, alloggiate nel pianale sotto l’abitacolo al centro della vettura, la previsione del sistema di bordo in termini di autonomia residua (quella di omologazione è di quasi 450 chilometri con una ricarica completa), è sempre molto affidabile lungo percorso.

    Volvo C40 recharge posteriore Atomium Bruxelles

    Prezzo

    La versione di lancio Volvo C40 Recharge First edition è a listino con un unico allestimento molto completo a 57.500 euro. Mentre con 60.950 euro si possono avere inclusi nel prezzo anche tre anni di manutenzione e l’assicurazione furto, incendio e Kasko con Unipol.

    Clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO sulla presentazione anteprima a Milano della Volvo C40 Recharge e dell’infrastruttura di ricarica Volvo che nascerà in Italia.

  • Volvo e 3.1 Phillip Lim, la borsa da viaggio diventa sostenibile

    Volvo collabora con la casa di moda 3.1 Phillip Lim, grazie a materiali bio e riciclati nasce un nuovo accessorio moda di lusso.

    Si tratta di un borsone da viaggio realizzato con gli stessi materiali degli eco-interni dei modelli Volvo.

    Il marchio 3.1 Phillip Lim è tra i pionieri della moda responsabile. Nel progetto ha disegnato il borsone da weekend, che sarà prodotto in edizione limitata, per il viaggiatore eco-consapevole.

    Volvo 3.1 Phillip Lim borsa

    Volvo e 3.1 Phillip Lim

    Spaziando dai capi realizzati a impatto zero sul clima con alghe ai materiali riciclati di alta qualità, 3.1 Phillip Lim è divenuto un marchio noto per aver superato i confini esistenti nell’approvvigionamento di materiali alternativi.

    Il lusso consapevole e lo stile disinvolto sono tra i protagonisti della rivoluzione in corso nell’industria della moda contemporanea.

    Volvo borsa sostenibile Modella

    Il borsone da weekend dello stilista è realizzato con un materiale innovativo e sostenibile utilizzato da Volvo per i rivestimenti interni delle vetture, denominato Nordico.

    Sulle elettriche, solo Ecopelle

    Il nuovo materiale è stato introdotto a seguito dell’annuncio fatto dalla Casa automobilistica all’inizio di quest’anno secondo cui, a partire dalla C40 Recharge, tutti i nuovi modelli Volvo a trazione solo elettrica saranno totalmente leather free.

    Questo impegno riflette il proposito di Volvo Cars di ricercare attivamente fonti sostenibili e di alta qualità per molti dei materiali attualmente utilizzati nell’industria automobilistica in generale.

    Nordico è il nuovo eco-materiale

    Nordico è un materiale innovativo e di alta qualità creato da Volvo Cars che farà la sua prima comparsa nella prossima generazione di auto al 100% elettriche del Marchio.

    Nordico materiale Volvo borsa sostenibile

    Composto da fibre ricavate da materiale riciclato, come le bottiglie in PET, materiale bio-attribuito proveniente da foreste sostenibili in Svezia e Finlandia, e tappi di sughero riciclati dal settore vinicolo, Nordico contribuirà a definire un nuovo standard per il design degli interni delle automobili di fascia alta del futuro.

    Borsone sostenibile

    Perfetto per un fine settimana fuori porta, questo borsone si ispira all’essenza del design scandinavo e si distingue per la sua ottima capienza, la doppia tracolla e l’esclusiva tasca con logo.

    Volvo borsa sostenibile frontale

    Il borsone ecosostenibile si ispira inoltre alla cosiddetta “luxtainability“: un trend evidenziato nel rapporto “The rise of conscious design” realizzato da Volvo Cars insieme a The Future Laboratory, società leader nelle analisi delle tendenze, al fine di individuare quelli che saranno i materiali di domani.

    Il trend emergente è determinato dal desiderio da parte del mondo del design di puntare su materiali sostenibili, senza rinunciare alla qualità.

    Sebbene il borsone non sia disponibile per l’acquisto dato che si tratta di un’edizione limitata ed esclusiva, è possibile assicurarsi un numero limitato di esemplari attraverso iniziative di mercato locali, come concorsi, aste di beneficenza e omaggi.

    Phillip Lim

    Phillip Lim, co-fondatore e direttore creativo di 3.1 Phillip Lim ha dichiarato: “La sostenibilità è parte integrante del marchio 3.1 sin da quando è nato. Ci sforziamo di raggiungere un equilibrio sostenibile in tutto ciò che facciamo. Il mantra del nostro marchio è ‘produrre meno, avere maggiore rilevanza’.

    Phillip Lim

    Entrare in contatto con Volvo per questo progetto di sostenibilità ha portato a un immediato allineamento di valori. Sono fermamente convinto che il nostro attuale atteggiamento mentale collettivo ci consenta di trovare soluzioni sostenibili basate su nuovi materiali, riuscendo allo stesso tempo a mantenere un livello di design elevato, che rappresenta il lusso per eccellenza”.

    Volvo

    “Abbiamo un’idea chiara della direzione che dovremo prendere in futuro e il primo passo sarà quello di garantire l’impiego di materiali sostenibili, naturali e riciclati”, ha commentato Robin Page, responsabile del design presso Volvo Cars. 

    Modella borsa Volvo C40 Recharge

    “La collaborazione con 3.1 Phillip Lim per la creazione di un borsone ispirandosi ai materiali di domani rafforza l’ambizione delle due aziende di lanciare una sfida al mondo del design nella sua accezione più ampia affinché riconsideri i materiali che usiamo. Dalla creazione di collezioni da passerella agli interni delle auto, condividiamo la responsabilità di trovare alternative basate su materiali sostenibili”.

  • Le Volvo saranno elettriche nel cuore e di idrogeno per la pelle con l’acciaio “verde”

    Le Volvo saranno tutte elettriche nel 2030 e saranno fatte di acciaio verde ad impronta nulla di CO2. La casa svedese sta infatti esplorando, come altre, tale possibilità insieme al produttore svedese SSAB, la società energetica Vattenfall e la società mineraria LKAB. Queste ultime 3 sono impegnate dal 2016 in HYBRIT.

    L’acciaio carbon neutral è HYBRIT

    HYBRIT sta (HYdrogen BReakthrough Ironmaking Technology), progetto che mira a realizzare un ciclo di produzione dell’acciaio completamente libero da CO2. L’obiettivo è arrivare nel 2026 al primo impianto di produzione di acciaio a impronta zero e allargare tale tecnologia e tutti gli impianti SSAB entro il 2045.

    Volvo HYBRIT

    Volvo si è prenotata per essere il primo costruttore ad utilizzare tale acciaio che, per essere “verde”, utilizza l’idrogeno, in un duplice modo. Il primo è come agente riducente all’interno degli altoforni al posto di carbon e coke che incidono sul 90% delle emissioni di CO2 per la fabbricazione dell’acciaio.

    Il primo stabilimento pilota entro l’anno

    Con l’idrogeno invece il prodotto di scarico è acqua. Il secondo modo è utilizzare altoforni ad arco elettrico al posto di quelli alimentati a combustibile fossile. L’elettricità utilizzata sarebbe prodotta attraverso l’idrogeno come vettore energetico, a sua volta prodotto per idrolisi attraverso energie rinnovabili.

    La SSAB (7,5 miliardi di euro di fatturato nel 2019) sta allestendo il primo stabilimento pilota a Luleå. Se la tecnologia sarà validata, il primo impianto ad essere convertito sarà quello di Oxelösund. La produzione dell’acciaio è responsabile del 7% dell’impronta globale di CO2 e del 10% in Svezia.

    Acciaio pulito, i vantaggi

    SSAB afferma che l’acciaio “verde” ha la stessa qualità di quello “nero” e che il costo è attualmente del 20-30% superiore. Ci sono però due fattori. La diminuzione del prezzo delle energie rinnovabili e l’aumento del costo delle emissioni di CO2. Entrambi sono legati all’aumento dei crediti di carbonio.

    Volvo HYBRIT

    Per la casa automobilistica il vantaggio fondamentale è ripulire un segmento fondamentale della propria catena del valore. Se si pensa che la scocca di un’auto di medie dimensioni utilizza 250-300 kg di acciaio e nel 2019 sono state prodotte oltre 92 milioni di automobili, si comprendono le conseguenze di tale cambiamento.

    L’effetto sistemico

    Secondo Volvo, l’acciaio pesa per ben il 35% sull’impronta di CO2 di ogni singola vettura dotata di motore a combustione interna. Tale impatto scende al 20% per auto elettriche. Questo accade perché c’è meno metallo e perché entrano in gioco altri materiali, in special modo le terre rare per batterie e motori elettrici.

    Volvo HYBRIT

    Secondo Worldsteel, ogni tonnellata di acciaio implica l’emissione di 2,21 tonnellate di CO2. È utilizzato da molti tipi di industria e agire su di esso vuol dire avere un impatto davvero sistemico e globale. Produrre acciaio sostenibile all’interno dell’Unione Europea rafforza in prospettiva l’intero sistema economico.

    Oltre la metà viene dalla Cina

    È un’occasione per invertire una tendenza che ha portato lontano nell’ultimo ventennio il baricentro dell’acciaio. Su 1,86 miliardi di tonnellate di acciaio prodotto nel 2020, oltre la metà (1,05) proviene dalla Cina. Seguono India, Giappone, Russia, USA e Corea del Sud. Il primo paese europeo è l’Italia con 20,2 milioni.

    Volvo HYBRIT

    Nel 2000 quasi un quarto dell’acciaio mondiale era prodotto in Europa mentre oggi siamo a meno del 10%. La Cina era al 15%… ma anche gli USA e il Giappone hanno visto una diminuzione drastica: rispettivamente dal 15,9% al 5,4% e il Giappone dal 12,5% al 4,4%. L’acciaio è inoltre riciclabile all’infinito.

    Tutte le opportunità

    Già oggi il 33% dell’acciaio prodotto è riciclato. Si calcola che questo faccia risparmiare all’ambiente 950 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Si raggiungerà il 50% nel 2050 quando il fabbisogno mondiale previsto sarà di 2,8 miliardi di tonnellate.

    acciaio

    C’è dunque un potenziale di mercato da sfruttare puntando all’innovazione. Secondo SSAB, la Svezia può puntare dritta all’acciaio completamente verde grazie all’abbondanza di energie rinnovabili e alla qualità del minerale ferroso. La sua purezza è infatti importante per l’efficienza e il metodo di produzione.

    La via dritta e quella di mezzo

    C’è però anche la via di mezzo dell’acciaio “ibrido” attuabile solo con gli altoforni ad arco elettrico. In questo caso almeno parte dell’energia è rinnovabile e l’idrogeno è utilizzato insieme al coke come agenti riducenti per “caricare” il ferro di carbonio e renderlo acciaio. Sta sperimentando questa strada l’austriaca Voelstalpine.

    Volvo HYBRIT

    Leggi l’articolo su idrogeno e acciaio, futuro industriale ed energetico vanno a braccetto in Austria

    La questione dell’acciaio “verde” è dunque fondamentale. Aiuterà la Volvo ad essere carbon neutral nel 2040, obiettivo che l’industria automotive e l’intera Unione Europea vuole raggiungere nel 2050. E dimostra, ancora una volta, che è necessario introdurre l’idrogeno all’interno dei nostri sistemi energetici. E che grazie all’idrogeno è possibile mantenere in Italia e riconvertire un asset strategico come l’acciaio.

    Ex Ilva Taranto
  • Volvo XC40 plug-in hybrid ed elettrica, la mia prova anticipa il futuro del marchio

    Più della metà delle Volvo XC40 vendute nel 2021 in Italia sono già plug-in hybrid ed elettriche.

    Le due versioni meritano quindi la massima attenzione, visto che chi sceglie l’auto e stacca l’assegno per averla lo fa sempre ponderando bene la scelta. I due modelli Volvo XC40 plug-in hybrid e Volvo XC40 elettrica pura messi uno vicino all’altro in una prova danno indicazioni di grande interesse per lo sviluppo tecnologico del mercato, oltre che della Volvo.

    Inizio prova Volvo XC40 ev prev sede Volvo Bologna

    Prova su strada

    La prova su strada della Volvo XC40 nelle due versioni plug-in hybrid ed esclusivamente elettrica anticipa di qualche anno il futuro del marchio. Entro il 2025, infatti, la casa svedese ha avrà a listino soltanto modelli ibridi ricaricabili ed elettrici a batterie. Niente più auto mosse dal solo motore a benzina o diesel, quindi. Per poi andare ancora più in là ed arrivare a proporre una gamma modelli composta soltanto da auto elettriche dal 2030.

    Volvo XC40 plug-in ed elettrica

    Esteticamente le due Volvo XC40 più elettrificate della gamma sono riconoscibili dalla diversa calandra. Il muso della plug-in hybrid è caratterizzato infatti alla classica griglia – necessaria al raffreddamento del motore a combustione interna – mentre nell’elettrica c’è una parte verniciata a fare da sfondo al logo Volvo.

    Le differenze

    Su strada le differenze tra le due auto sono sostanziali e il tracciato di prova che si snoda tra la città di Bologna e le colline circostanti le mette in evidenza molto chiaramente.

    Volvo XC40 elettrica

    La Volvo XC40 elettrica ha uno scatto fulmineo, quasi prepotente. Se si preme con decisione il pedale dell’acceleratore, tutti i 300 kW (408 cavalli) di potenza vengono scaricati immediatamente verso le ruote.

    Risulta chiara la caratteristica più interessante della trazione elettrica sulle auto dal punto di vista della guida, quella di garantire la piena disponibilità della potenza massima quando ci si muove da fermo.

    FO vicino Volvo XC40 elettrica prova

    Tra i tornantini e i saliscendi delle colline bolognesi anche il comportamento dinamico è più bilanciato di quanto ci si potrebbe aspettare. La massa dell’auto è importante – vista la batteria al litio da 78 kWh, che garantisce un’autonomia con una ricarica completa di circa 400 chilometri in base ai dati della casa – ma il posizionamento dell’accumulatore sotto l’abitacolo e l’assetto ribassato rispetto alle altre versioni rendono precisi gli inserimenti in curva.

    Prezzo Volvo XC40 elettrica

    La Volvo XC40 elettrica è a listino a partire dai 56.300 euro e la possibilità di ricarica veloce fino a 150 kW di potenza la rende adatta anche ai viaggi, ovviamente pianificando bene le ricariche lungo il percorso vista l’ancora limitata diffusione degli impianti fast charge.

    Volvo XC40 plug-in hybrid

    Plug-in hybrid

    La guida della Volvo XC40 plug-in hybrid offre un menù più variegato a chi si siede al volante. In modalità “pure”, quindi esclusivamente elettrica, all’esaurimento dell’autonomia garantita dalla batteria l’auto riserva a chi è a bordo una piccola ma inevitabile delusione.

    L’accensione del motore a benzina interrompe il silenzio e mette fine alla bella sensazione di passare tra gli alberi senza lasciare dietro di sé tracce inquinanti. La modalità hybrid continua però a garantire ottimi livelli di consumo, grazie all’intervento del motore elettrico in collaborazione con quello termico nelle accelerazioni e al recupero dell’energia in frenata.

    Volvo XC40 badge
    Volvo XC40 Recharge P8

    La risposta dinamica della plug-in è diversa da quella dell’elettrica e la massa del motore a pistoni sotto il cofano induce un maggiore rollio in curva, favorito anche dal diverso assetto previsto dai progettisti Volvo.

    Portico di San Luca

    Nella discesa dalle colline verso la città di Bologna, costeggiando il meraviglioso portico di San Luca, il più lungo cammino porticato del mondo che offre una passeggiata di ben 3.796 metri coperti dalla città fino al santuario, il consumo medio scende a livelli addirittura trascurabili.

    Volvo XC40 prova portico San Luca

    Certo, la comodità di poter fare rifornimento nelle stazioni di servizio tradizionali per un pieno di benzina si traduce in una propensione al viaggio non pianificato decisamente maggiore rispetto all’elettrico puro, non raggiungibile a breve termine dalle auto soltanto a batterie.

    Video analisi con il presidente di Volvo Italia

    Una volta provate le due auto, ho potuto approfondire alcuni argomenti della mia analisi con Michele Crisci, presidente della Volvo Italia.

    Con lui abbiamo fatto il punto anche sull’avanzamento del progetto di costruzione dell’infrastruttura di ricarica veloce marchiato Volvo lungo la rete autostradale italiana.

    Nel video qui sotto tutti i dettagli.

    Prezzo Volvo XC40 plug-in hybrid

    Il prezzo di listino della Volvo XC40 plug-in hybrid parte dai 47.750 euro, con capacità di marcia di circa 40 chilometri in modalità solo elettrica garantita da accumulatori al litio da 10,7 kWh.

    FO Volvo XC40 prova primo piano

    Clicca qui e leggi il mio articolo su Repubblica XC40, la nuova era Volvo.

  • Volvo, ecco le soluzioni per la neutralità climatica della prima fabbrica di auto in Svezia

    Volvo raggiunge la neutralità climatica della sua prima fabbrica di auto in Svezia.

    Con questo risultato Volvo Cars, in prima linea per la mobilità sostenibile, compie un altro passo in avanti nell’ambizioso obiettivo di rendere la sua rete globale di produzione neutrale per il clima entro il 2025. 

    La casa automobilistica ha annunciato che lo stabilimento di Torslanda, in Svezia, è il primo impianto automobilistico del marchio ad aver raggiunto la piena neutralità climatica.

    Questo traguardo si va ad aggiungere a quello dello stabilimento di produzione di motori di Skövde, in Svezia, che è diventato climaticamente neutrale già nel 2018.

    Produzione Volvo

    Neutralità climatica

    Il sito di produzione si definisce completamente neutrale per il clima quando non registra alcun aumento netto nell’emissione di gas serra nell’atmosfera dovuto all’elettricità e al riscaldamento utilizzati per operare.

    Elettricità verde, biogas e teleriscaldamento

    L’impianto di Torslanda, il primo della casa automobilistica svedese, è alimentato da elettricità neutrale per il clima dal 2008 e, attualmente, dispone anche di un sistema di riscaldamento a zero emissioni.

    Metà del riscaldamento dell’impianto ha origine da biogas, mentre l’altra metà fa affidamento principalmente sul teleriscaldamento per mezzo del calore di scarto industriale.

    Tutti gli impianti entro il 2025

    “Il fatto che Torslanda sia il nostro primo stabilimento automobilistico a impatto climatico zero è un traguardo significativo – ha commentato Javier Varela, responsabile delle attività industriali e della qualità alla Volvo Cars -. Ci siamo impegnati a realizzare una rete di produzione neutrale per il clima entro il 2025 e questo risultato è un esempio della nostra determinatezza nel cercare continuamente di ridurre l’impatto sull’ambiente”.

    Oltre ad avere raggiunto la neutralità climatica, Torslanda continua a ridurre la quantità di energia utilizzata.

    Gli interventi mirati di miglioramento delle attività operative nel corso del 2020 hanno portato a un risparmio energetico annuo di quasi 7.000 megawattora (MWh), pari all’utilizzo energetico annuo di oltre 450 famiglie svedesi.

    Linea montaggio Volvo

    Migliorare l’efficienza

    Nei prossimi anni lo stabilimento prevede di migliorare l’efficienza dei sistemi di illuminazione e di riscaldamento, andando così a realizzare un ulteriore risparmio energetico annuo di circa 20.000 MWh entro il 2023. Tali risparmi energetici rientrano in un obiettivo più ampio e ambizioso di Volvo Cars che prevede di ridurre del 30% il consumo di energia per ogni auto prodotta entro il 2025.

    Volvo mette chiaramente in evidenza come la neutralità climatica della produzione sia da considerare una priorità.

    Per rendere le attività di produzione climaticamente neutre, Volvo Cars necessita del pieno sostegno dei partner locali di governo e aziendali per avere accesso a elettricità e riscaldamento a impatto zero sul clima. Inoltre, il costruttore svedese intende sviluppare la propria capacità di generazione di elettricità rinnovabile direttamente in loco.

    Clicca qui e leggi Volvo, anche in Cina la produzione è a impatto zero sul clima.

    Fabbrica Volvo montaggio auto

    Piano climatico

    L’obiettivo di rendere climaticamente neutra la produzione fa parte del piano climatico di Volvo Cars, che tra i suoi obiettivi prefissati annovera anche quello di elettrificare l’intera gamma di prodotti.

    Il piano ambizioso della casa automobilistica, volto ad una mobilità sostenibile, non si limita ad affrontare il problema delle emissioni allo scarico attraverso una completa elettrificazione, ma cerca anche di affrontare il problema delle emissioni di carbonio in tutte le attività operative della casa e nella sua catena di fornitura attraverso il riciclaggio e il riutilizzo dei materiali, in un’ottica di economia circolare.

  • Economia circolare, la Volvo chiuderà il cerchio entro il 2040

    Anders Kärrberg, responsabile della sostenibilità globale della Volvo, sta disegnando un percorso molto affascinante che porterà la casa svedese dritta dritta verso l’economia circolare.

    Conosco personalmente Anders Kärrberg, ha partecipato più volte alla mia manifestazione H2Roma Energy& Mobility, insieme disegnavamo esattamente il futuro che oggi inizia a prendere forma.

    Strategia

    Da persona molto competente, indica chiaramente la strada da seguire per passare dalla teoria alla pratica:

    “La Volvo ha uno dei piani climatici più ambiziosi nel settore automobilistico, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo aderire all’economia circolare”.

    Anders Karrberg Volvo Sustainability

    Ciò ci impone di ripensare tutto quello che facciamo e come lo facciamo. Abbiamo puntato molto sull’integrazione della sostenibilità nel nostro modo di pensare e lavorare come azienda, e la consideriamo tanto importante quanto per noi lo è sempre stata la sicurezza.”

    Obiettivi molto concreti

    L’applicazione dei principi dell’economia circolare si dimostra in grado di generare risultati concreti in termini ambientali ed economici.

    A partire dal 2025 la Volvo punta a un risparmio annuo di un miliardo di corone svedesi (circa cento milioni di euro) e a una riduzione di 2,5 milioni di tonnellate nelle emissioni di carbonio, grazie ai principi dell’economia circolare.

    Progettare cicli chiusi

    A sostegno del suo obiettivo a lungo termine, che è quello di diventare un’azienda circolare entro il 2040, la Volvo creerà cicli chiusi per i materiali ad alto contenuto di emissioni come l’acciaio e l’alluminio, oltre a rilavorare, riparare, riutilizzare e ricondizionare le parti.

    La, Volvo individua chiaramente la necessità che ogni parte delle sue automobili debba essere progettata, sviluppata e prodotta per poter essere utilizzata e riutilizzata, sia dalla stessa Casa automobilistica sia dai suoi fornitori.

    Concentrandosi sull’efficienza delle risorse e preservando il più a lungo possibile il valore creato nei materiali e nei componenti durante il loro ciclo di vita, la Casa svedese intende ottimizzare l’uso di materiali, componenti e automobili, eliminando al contempo gli scarti. Questo porterà a risparmi finanziari e a nuovi flussi di reddito, oltre a ridurre significativamente l’impatto ambientale aziendale.

    La chiave è il remanufacturing

    Già ora la Volvo rilavora parti, come cambi e motori, per ottimizzare l’uso dei materiali e ridurre le emissioni.

    Nel 2020 sono stati rigenerati circa 40.000 componenti, risparmiando quasi 3.000 tonnellate di emissioni di CO2.

    Volvo ricarica elettrica con stoccaggio

    Entro il 2025, però, l’obiettivo si fa veramente ambizioso e la Volvo mira ad andare oltre il raddoppio della sua attività di rigenerazione.

    Situazione attuale

    Per garantire che il materiale di valore possa essere mantenuto in circolazione, l’anno scorso la Casa automobilistica ha riciclato il 95% degli scarti di produzione.

    ra questi176.000 tonnellate di acciaio, grazie alle è stata evitata la generazione di quasi 640.000 tonnellate di CO2.

    Economia circolare

    Nel 2020 la Volvo Cars è diventata membro della Fondazione Ellen MacArthur, una delle principali reti mondiali per l’economia circolare.

    Clicca qui e visita il sito della Fondazione Ellen MacArthur.

    “Accogliamo con favore l’impegno di Volvo Cars a progettare, sviluppare e produrre i propri prodotti affinché siano utilizzati e riutilizzati. È molto incoraggiante osservare come si stia creando un collegamento tra le soluzioni circolari, la strategia aziendale e la riduzione delle emissioni di carbonio”.

    Ha dichiarato Joe Murphy, responsabile del network presso la Fondazione Ellen MacArthur.

    “L’economia circolare offre alle aziende un contesto per una crescita sostenibile a lungo termine che favorisca anche la società e l’ambiente”.

    Lunga vita alle batterie

    Insieme a fornitori e partner, la Volvo sta valutando il potenziale delle applicazioni delle sue batterie in un secondo ciclo di vita, successivo all’utilizzo a bordo delle auto.

    Volvo laboratorio batterie

    Nasce così la collaborazione con BatteryLoop, una società del gruppo svedese Stena Recycling che riutilizza le batterie dell’industria automobilistica.

    BatteryLoop e Volvo Cars usano le batterie delle auto elettrificate Volvo per un sistema di stoccaggio dell’energia generate grazie a tecnologia solare.

    A partire da aprile 2021, il sistema alimenta le stazioni di ricarica per vetture elettrificate e biciclette elettriche presso la sede di Essity – società svedese leader nel settore dell’igiene e la salute delle persone – alle porte di Göteborg.

    Volvo e BatteryLoop

    Simile è il progetto pilota commerciale in cui sono impegnati Volvo Cars, Comsys AB, una società svedese del settore cleantech, e Fortum, azienda energetica europea.

    L’obiettivo è quello di aumentare la flessibilità della fornitura presso uno degli impianti idroelettrici di Fortum in Svezia, contribuendo allo stesso tempo a un secondo ciclo di vita per le batterie dei veicoli elettrici.

    I pacchi batteria delle Volvo ibride plug-in fungeranno da unità stazionaria di stoccaggio dell’energia, andando a far parte dei servizi di bilanciamento rapido del sistema elettrico.

  • Volvo XC60 T6 Plug-in Hybrid, ricaricare per credere

    La Volvo XC60 T6 Plug-in Hybrid è un’auto che piace, basta farci un giro per rendersene conto. Non si tratta semplicemente di sguardi curiosi ma di vero e proprio interesse molto diffuso. Sia per il marchio, che per il modello.

    I modelli Volvo in Italia piacciono molto, questo già lo sapevo. Il marchio è conosciuto da tutti per la grande attenzione alla sicurezza e le linee estetiche dettate degli spessi paraurti anteriori e posteriori sono una specie di icona dei decenni passati.

    Poi il design si è evoluto e si è fatto decisamente più leggero, senza perdere però un carattere fortemente distintivo.

    Volvo XC60 T6 plug-in hybrid totale tre quarti

    Attenzione ambientale

    Adesso il campo di gioco si allarga ulteriormente, oltre a sicurezza e design la Volvo degli anni Duemilaventi vuoi avere nell’attenzione all’ambiente un ulteriore punto di forza.

    Il programma è ambizioso e punta a modelli tutti elettrificati entro il 2025 ed elettrici antro il 2030.

    Ma a che punto è la Volvo di oggi rispetto a questi obiettivi?

    Per capirlo mi sono messo alla guida della Volvo XC60 T6 Plug-in hybrid, uno dei modelli più desiderati della gamma elettrificata.

    Volvo XC60 T6 plug-in pannelli FO

    Pannelli fotovoltaici

    Secondo me, credo non sia un mistero ma ogni occasione è utile per ribadirlo, l’auto con la ricarica esterna deve essere alimentata da energia rinnovabile.

    Per prima cosa, quindi, ho cercato anche in autostrada un’ambientazione per le mie foto con la Volvo XC60 T6 Plug-in hybrid che contenessero forte e chiaro il messaggio.

    L’auto elettrica può trainare la diffusione delle energie rinnovabili. Le emissioni zero soltanto allo scarico non sono un risultato sufficiente.

    Ricarica domestica

    L’altro punto fondamentale per avvicinarsi con intenzioni serie a un’auto che si ricarica dall’esterno (elettrica pura, oppure ibrida plug-in) è la disponibilità di una ricarica domestica.

    Non servono a nulla, e anzi sono dannose, le auto plug-in hybrid acquistate, oppure date in uso aziendale, senza la possibilità di ricaricare quotidianamente le batterie.

    Volvo XC60 T6 plug-in posteriore

    L’autonomia di un’ibrida plug-in nell’utilizzo reale va dai 30 agli 80 chilometri, in funzione del modello e della conseguente capacità delle batterie a disposizione. Normalmente in un giorno si consuma tutta, o gran parte, dell’energia elettrica accumulata.

    Se poi ci circola in semplice modalità ibrida facendo soltanto il pieno dal benzinaio, si butta alle ortiche tutto il vantaggio della tecnologia che si ha a disposizione. Anzi, peggio. Si consuma e si inquina di più rispetto a un’ibrida non ricaricabile, ottimizzata per l’utilizzo full-hybrid e dotata di batterie più piccole e più leggere.

    Volvo rimborsa l’elettricità

    Mi piace moltissimo, quindi, la formula commerciale della Volvo che rimborsa l’elettricità consumata per ricaricare le batterie per il primo anno di utilizzo dell’auto ricaricabile e fino a 3000 chilowattora.

    Incentivando così l’uso in modalità elettrica e favorendo l’acquisizione della corretta abitudine alla ricarica regolare parte dell’automobilista.

    Clicca qui e leggi direttamente la fonte di questa informazione, cioè la formula relativa al rimborso dell’elettricità di ricarica presente sul sito ufficiale Volvo.

    Volvo XC60 T6 plug-in muso profilo con pannelli

    La mia esperienza

    Nell’uso quotidiano, ricaricando regolarmente al rientro in garage, ho utilizzato l’auto in modalità esclusivamente elettrica per l’80% dei chilometri percorsi.

    Tanto, quindi. Tantissimo, considerando il fatto che per testare anche il comportamento autostradale ho percorso il 15% dei chilometri della prova in autostrada, dove dopo gli iniziali 35 chilometri (tanto è durata l’energia accumulata in condizioni di elevata velocità con climatizzatore attivato) l’auto ha marciato in modalità ibrida.

    Bene in città, quindi, dove ho praticamente coperto tutti i miei spostamenti – in un’area ampia come quelle di Roma – soltanto in elettrico.

    Volvo XC60 plug-in anteriore

    Bene anche in autostrada, però. Perchè se è vero che dopo 35 chilometri ho esaurito la carica necessaria alla marcia solo elettrica, è altrettanto vero che ho potuto viaggiare in giornata tra Roma e Napoli a una velocità di crociera di 125-130 km/h e in condizioni di scarso traffico, senza nessuna sosta per ricariche o rifornimenti.

    Valutazione

    La mia valutazione dell’auto e dell’esperienza – perchè di questo si tratta quando si utilizza un modello nella vita reale, non di una semplice prova – è ampiamente positiva.

    Ricaricare per credere.

    Questo è il senso della mia considerazione. Specialmente per le ibride plug-in la disponibilità di un punto di ricarica è tutto.

    Per l’ambiente, per le nostre tasche, per la qualità dell’esperienza.

  • Volvo, anche in Cina la produzione è a impatto zero sul clima

    La Volvo anche in Cina produrrà presto con impatto zero dal punto di vista delle emissioni di CO2.

    Chi pensa che la sfida climatica sia una specie di “sfizio” europeo, invece che una priorità mondiale, farà bene a riflettere su questo nuovo elemento.

    Segnale cinese

    Anche la Cina ha capito benissimo quale sia il terreno di confronto per sfruttare nuove opportunità economiche del XXI secolo. Chi vuole vincere e crescere, deve avere tecnologie ed esperienza nell’abbattimento delle emissioni.

    Produzione Volvo Cina Daqing

    Di tutte le emissioni. Da quelle di CO2 e degli altri gas climalteranti, oggetto della grande attenzione e rivoluzione degli ultimi anni, a quelle inquinanti che soffocano gli abitanti delle comunità locali.

    Neutralità climatica

    L’impianto di produzione Volvo situato a Daqing, in Cina, è ora alimentato da elettricità neutra per il clima al 100%, come già l’altro grande stabilimento cinese della Casa automobilistica nella città di Chengdu, che ha realizzato lo stesso obiettivo l’anno scorso.

    Con l’aggiunta di Daqing, la rete di produzione globale di Volvo Cars è ora alimentata per quasi il 90% da elettricità neutra per il clima.

    Si avvicina l’obiettivo della Casa di azzerare l’impatto sul clima delle sue operazioni di produzione entro il 2025.

    Biomasse ed eolico

    L’impianto di Daqing, nella provincia di Heilongjiang, raggiungerà presto l’obiettivo delle zero emissioni aggiuntive di CO2 in atmosfera grazie ad elettricità generata da biomassa (83%) ed energia eolica (17%).

    Le emissioni annue di COdello stabilimento si ridurranno così di circa 34.000 tonnellate.

    Più specificamente, le centrali a biomassa che alimentano il sito di Daqing impiegano residui agricoli e boschivi di provenienza locale e sostenibile.

    “Per noi di Volvo Cars, la sostenibilità è importante tanto quanto la sicurezza”

    Ha spiegato Javier Varela, senior Vice President Volvo per le attività industriali e la qualità.

    Volvo produzione Cina Daqing

    Anche i fornitori

    La Volvo negli ultimi mesi ha iniziato a collaborare anche con i suoi fornitori locali, incoraggiandoli a seguire l’esempio e a passare a un’energia climaticamente neutra al 100%.

    Solo elettrico dal 2030

    L’obiettivo di produzione neutrale per il clima di Volvo rientra nel piano per il clima della Casa automobilistica, che è uno dei più ambiziosi nell’intero settore.

    Il fulcro del piano è rappresentato dall’ambizione della Volvo di diventare entro il 2030 un produttore di auto con una gamma di sole vetture con trazione elettrica al 100%.

    Volvo XC40 recharge ricarica

    CO2 neutral entro il 2040

    Ma il piano va oltre il contenimento delle emissioni allo scarico attraverso l’elettrificazione totale e cerca di contrastare le emissioni di carbonio anche attraverso un più ampio intervento sulle attività operative complessive e sulla catena di fornitura e attraverso il riciclaggio e il riutilizzo dei materiali.

    A breve termine, questi e altri interventi puntano a ridurre l’impronta di carbonio del ciclo di vita di ogni auto del 40% tra il 2018 e il 2025.

    Entro il 2040, Volvo Cars intende trasformarsi in un’azienda a impatto neutro dal punto di vista climatico.

    Clicca qui e leggi Volvo sarà carbon neutral dal 2040, ma chi farà questi conti?